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Attentati di Bruxelles: doveva partecipare anche Salah Abdeslam

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:24
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Agli attentati di Bruxelles del 22 marzo avrebbe dovuto partecipare anche il terrorista Salah Abdeslam.

Salah Abdeslam
Salah Abdeslam

Nuovi dettagli emergono nell’inchiesta sui terribili attentati di Bruxelles del 22 marzo scorso, quando tre kamikaze si sono fatti esplodere all’aeroporto di Bruxlles Zaventem e nella metropolitana della capitale belga. Stando a quanto si apprende, Salah Abdeslam, il pericoloso terrorista catturato il 18 marzo in un blitz della polizia a Molenbeek, avrebbe dovuto partecipare agli attentati del 22 marzo sparando in pieno centro a Bruxelles, come già aveva fatto a Parigi nelle stragi del 13 novembre scorso, di cui è stato l’unico terrorista sopravvissuto. Salah non si era fatto saltare in aria come gli altri membri del commando, ma era riuscito a scappare rientrando in Belgio, Paese di cui è cittadino.

Secondo quanto emerge dalle indagini, pare che i terroristi stessero preparando per Bruxelles un attacco multiplo come a Parigi. Una parte della cellula jihadista, Salah compreso, avrebbe dovuto sparare con i kalashnikov alle persone in strada, mentre l’altra parte si sarebbe dovuta far esplodere all’aeroporto e in metro, come è accaduto. Si tratta di una ipotesi ancora da confermare, ma ritenuta plausibile.

Ieri sera, intanto, un nuovo blitz della polizia nella capitale belga ha portato all’arresto di altre sei persone.

Un blitz c’è stato anche in Francia, dove è stato sventato un attentato con un arresto nella banlieue a nord di Parigi. Si tratterebbe comunque di un caso non legato alle stragi di Bruxelles.

Intanto si cercano ancora due terroristi in fuga che erano nel commando che ha agito il 22 marzo nella capitale belga. Polemiche per falle ed inefficienze sono piovute sul governo e la polizia del Belgio. Oggi, il quotidiano la Dernière Heure scrive addirittura che un poliziotto avesse già dal 7 dicembre scorso l’indirizzo di Salah Abdeslam, ma non lo avrebbe comunicato per tre mesi. Secondo quanto scrive il giornale nella sua edizione online, l’ufficiale di polizia aveva ottenuto le informazioni a Mechelen e aveva inserito l’indirizzo in un rapporto confidenziale destinato alla sezione antiterrorismo della polizia giudiziaria federale di Bruxelles. L’indirizzo era proprio Rue des Quatre Vents numero 79, a Molenbeek, quello dove Abdeslam è stato catturato lo scorso 18 marzo. Tuttavia, il rapporto non sarebbe stato trasmesso alla sezione della polizia della capitale e sarebbe rimasto sotto chiave per tre mesi presso la polizia di Mechelen. Una circostanza molto grave se fosse confermata.

Si è anche venuto a sapere che i terroristi avrebbero avuto come bersaglio dei loro attacchi una centrale nucleare in Belgio. Una circostanza che non può essere ancora confermata, anche se dalle perquisizioni del covo di Mohammed Bakkali, un altro terrorista coinvolto negli attacchi di Parigi insieme ad Abdeslam, è stato trovato un filmato della durata di 17 ore in cui viene mostrato un importante ingegnere nucleare del Belgio che veniva spiato.

Sul fronte delle vittime degli attentati del 22 marzo, al momento il bilancio è di 32 morti e 300 feriti, di cui 61 gravi. Non si sa ancora nulla, invece, dell’italiana Patricia Rizzo, scomparsa il giorno delle stragi e che molto probabilmente potrebbe essere tra le vittime non ancora identificate.