Kung fu panda 3: genitori boicottano il cartone “pro-gender”

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Kung fu Panda cartone pro-gender. La lite tra Adinolfi e Fabio Volo pareva essere uno di quei siparietti, divertenti ma di poco conto, che giungono a rendere un po’ trash la comunicazione moderna.

Qualcuno però pare aver preso più sul serial questione e ora arrivano i primi strascichi della polemica direttamente da una scuola di Perugia.

Schermata 2016-03-21 alle 10.02.40Genitori contro Kung Fu Panda

Oramai lo sappiamo tutti: nel terzo capitolo del fortunato cartone Dreamworks, Po, il panda protagonista della storia, ritrova il suo padre biologico e si deve dunque barcamenare tra l’amore di “due papà”, quello adottivo e quello che lo aveva perduto molti anni prima. Da qui a dire che Kung Fu Panda 3 è un cartone pro-gender il passo è stato breve: Mario Adinolfi, direttore del quotidiano La Croce e candidato a sindaco di Roma per il Partito della Famiglia, ha lanciato la bomba dai microfoni di Radio Maria, Fabio volo l’ha raccolta da quelli di Radio Deejay e la situazione è degenerata.

Ecco allora che a farne le spese è stata anche una scolaresca della scuola materna Alfabetagamma di Perugia. La classe aveva deciso di organizzare una gita per andare a vedere tutti insieme il cartone della Dreamworks ma i genitori di tre alunni non hanno gradito l’iniziativa: hanno infatti preferito negare il consenso per i loro figli, convinti che la trama del cartone sostenga la teoria gender. Peccato però che il regolamento d’istituto le attività extrascolastiche siano vincolate al consenso unanime dei genitori: tre permessi mancanti uguale gita annullata.

Gli insegnanti hanno provato a mediare proponendo altri titoli da andare a vedere ma la situazione oramai si era trasformata in un muro contro muro dei genitori. Accordo introvabile dunque e niente gita per i bambini. Kung Fu Panda continua così a mietere vittime.