“Vento del sud”: intervista esclusiva alla cantante Shara

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Shara_1Del suo nuovo album, Vento del sud, ve ne avevamo parlato qui

Stiamo parlando di Shara, la cantautrice napoletana che proprio con Vento del sud è parte di un progetto molto ambizioso, iniziato sul finire del 2011, “il Terronian Project”, teso a valorizzare e a promuovere i territori del sud che sono spesso tenuti nell’ombra.

A tal proposito, abbiamo intervistato quest’originale artista di origine partenopee.

Le influenze che hanno portato alla nascita di “Vento del sud”?

Di certo un gran desiderio di comunicare a tutti coloro che non conoscono il Sud, come lo conosciamo noi che lo viviamo da sempre, come esso sia un antico gioiello prezioso nascosto che bisogna assolutamente riportare in luce. Tante le potenzialità e le eccellenze presenti in questa terra meravigliosa ricca di storia, tradizioni, arte, buon cibo, paesaggi mozzafiato e luoghi straordinari da visitare che dobbiamo a tutti i costi valorizzare a tutela del nostro Made in Italy così decantato nel mondo intero.

Noi siamo la nostra memoria e nel tuo album parli di radici, di legami. Sono i tuoi punti cardine per comporre sonorità musicali?

Sì certamente. Credo che ogni anima creativa attinga ispirazioni principalmente dal proprio vissuto, quindi per me luoghi, emozioni e ricordi sono lo spazio alchemico in cui mi rifugio per poter rielaborare le mie esperienze alla luce di un mondo più fantastico, quel regno dell’anima dove prendono vita i miei brani.

Il sud che narri è reale ed onirico. Qual è secondo te la vera magia della tua terra?

Il Sud è davvero magico, ogni regione ha le proprie caratteristiche credenze popolari e le proprie tradizioni locali, con le sue storie collegate a luoghi e personaggi leggendari che hanno favorito la nascita dei vari miti presenti in queste terre del Meridione italiano. Gran parte della mia infanzia l’ho trascorsa in Lucania, una terra dove la linea che divide il sacro dal profano è quasi impercettibile. Lo stesso posso dire di Napoli, la città in cui vivo, nota nel mondo per il suo essere paradossalmente “sacra e profana” allo stesso tempo. Un popolo, quello napoletano, il cui spirito si perde nella notte dei tempi tra racconti tramandati di padre in figlio, miracoli, ritualità e forte sentimento religioso. Credo che la magia del Sud sia tutta rinchiusa nell’alternarsi del sacro col profano, nei rituali scaramantici e nelle credenze pagane che si intrecciano con le tradizioni religiose. E questa magia ho voluto riportarla anche in questo mio ultimo progetto discografico dove ho cercato di raccontare questa terra non soltanto attraverso le sonorità, ma anche con le immagini dei luoghi dove l’essenza del mito e della leggenda vivono e si sentono ancora in maniera molto forte.

Un consiglio a chi vorrebbe calcare le tue orme?

Il mio motto è: “Nulla è impossibile a colui che ha fede”. Tenere sempre duro e non gettare mai la spugna davanti a degli ostacoli che possono apparire insormontabili è importante quando si è proiettati verso un obiettivo. Se si sceglie di percorrere la strada dell’arte e, quindi, quella musicale bisogna essere consapevoli che si dovranno affrontare momenti anche molto critici dove la passione e l’amore per ciò che si fa saranno messi a dura prova, ma la determinazione ed il pensiero positivo favoriscono senz’altro il percorso e spesso la soluzione di un periodo difficile sta proprio dietro l’ultima porta che pensavamo di non poter aprire.

Progetti futuri?

Potrà sembrare strano, eppure sto già scrivendo dei brani per un nuovo album che prende sì spunto da alcuni elementi contenuti in questo EP Vento del Sud, ma guarda oltre gli orizzonti della nostra bella Italia.

Silvia Casini

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