10 marzo 1946: le donne italiane al voto per la prima volta

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La data del 10 marzo 1946 è storica per le donne italiane: in questo giorno votarono per la prima volta.

Donne italiane nel marzo del 1946 (Chris Ware/Keystone Features/Getty Images)
Donne italiane nel marzo del 1946 (Chris Ware/Keystone Features/Getty Images)

Verso la fine della Seconda guerra mondiale, le donne italiane si videro riconosciute finalmente il diritto al voto. Fu il decreto legislativo luogotenenziale, entrato in vigore il 2 febbraio 1945, a riconoscere il suffragio femminile. Un diritto che oggi purtroppo diamo per scontato, ma che fino a 70 anni fa, non molto tempo, non lo era affatto. Il decreto che riconosceva alle donne il diritto di voto fu varato dal governo Bonomi, su iniziativa dei maggiori leader politici dell’epoca, il comunista Palmiro Togliatti e il democristiano Alcide De Gasperi.

L’Italia aveva finalmente voltato pagina e le donne italiane si vedevano riconoscere un diritto che in altri Paesi europei era arrivato già dopo la Prima guerra mondiale. Il suffragio femminile diventava realtà anche nel nostro Paese, un conquista fondamentale. Tuttavia, ci volle ancora un anno prima che fosse concretamente esercitato.

Le prime elezioni in Italia a cui parteciparono anche le donne furono le comunali del 10 marzo 1946. Settanta anni fa. Nello stesso giorno, un altro decreto riconobbe finalmente alle donne anche il diritto all’elettorato passivo, ovvero ad essere elette. Un gruppo di donne, 21, venne eletto all’Assemblea Costituente, quella che scrisse la Costituzione.

Di solito quando si parla del primo voto delle italiane, si parla sempre del referendum del 2 giugno 1946 tra Monarchia e Repubblica, anche per la portata storica dell’evento, ma furono le elezioni amministrative del 10 marzo quelle a cui parteciparono per la prima volta le donne italiane. E’ doveroso pertanto ricordare e celebrare questa data, che rappresentò un passo importante per l’emancipazione femminile in Italia, seguita da altre tappe importanti di un processo di riconoscimento dei diritti di eguaglianza, sanciti dalla nostra Costituzione.

Di strada certo ne è stata fatta tanta, ma il percorso non è terminato, anzi. Se non dal punto di vista giuridico è soprattutto sul piano culturale e sociale che i diritti delle donne italiane chiedono ancora di essere affermati e rispettati.