LIBRI: ‘Gli effetti indesiderati’

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Gentile_gli effetti indesiderati_coverDEFLa malattia raccontata da dentro come mai prima d’ora. E vista da fuori. Un romanzo con una forte componente autobiografica.

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa. L’età media di esordio è intorno ai 58-60 anni, ma circa il 5% dei pazienti può presentare un esordio giovanile tra i 21 e i 40 anni.

Il protagonista di questo romanzo appartiene a quel 5%.

Gli effetti indesiderati, romanzo d’esordio di Roberta Gentile, è la storia di un giovane e brillante architetto a cui, intorno ai trent’anni, viene diagnosticato il Parkinson. La sua vita, tra amici, familiari e lavoro, è stravolta da un uragano impazzito che agisce sui movimenti e sui pensieri. I farmaci assunti e il decorso della malattia trasformano velocemente la sua esistenza in un susseguirsi di eventi, reali e immaginari, in cui il tempo e la logica lasciano il posto al caos e all’irrazionale. E’ lui stesso a raccontare la parabola della malattia, dalla diagnosi fino al momento in cui porta a termine il suo Piano per recuperare la libertà perduta. Un romanzo forte e struggente che nasce da una storia vera (l’autrice si è basata su un’esperienza personale – ha però scelto di dare la voce a un uomo). Un ritratto crudo e allo stesso tempo poetico che racconta con un linguaggio diretto e universale lo stato d’animo di una persona che assiste giorno dopo giorno alla trasformazione e alla degenerazione del suo corpo e della sua mente.

Quel giorno fu proprio l’oggetto, “Convegno Internazionale”, ad attirare la mia attenzione facendomi accendere una lampadina nella parte buia del cervello in frantumi e suggerendomi un modo possibile di dare forma al mio Piano.

Era da tempo che avevo capito come sarebbe andata a finire e sarebbe stato da stupidi lasciarsi smembrare senza opporre un briciolo di resistenza, senza cercare di mettersi in salvo.

Forse non ero più in grado, come una volta, di camminare o pensare in maniera comune, soprattutto per periodi di tempo sufficientemente lunghi; ma quei pochi momenti che ancora mi erano concessi di lucidità, intendevo utilizzarli per fuggire lontano dal destino che qualcuno aveva scritto per me.

Non volevo guarire, non ho mai preteso tanto.

Volevo solo avere l’opportunità di vivere, da malato.

Roberta Gentile è nata a Verona nel 1970, ha studiato a Roma dove vive e lavora. È architetto, ama il Franciacorta e quando può, corre. La scrittura ha sempre fatto parte della sua vita, fino a un paio di anni fa quando sul suo quadernino nero accanto ai disegni e agli appunti delle riunioni, sono apparse le prime pagine del suo romanzo di esordio.