Delitto di Trifone e Teresa: arrestato Giosuè Ruotolo

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Svolta nel delitto di Trifone e Teresa, i due fidanzati uccisi a Pordenone un anno fa. Un colpo di scena che tuttavia non sorprende.

Trifone e Teresa
Trifone e Teresa

Giosuè Ruotolo, il militare già indagato per il delitto di Trifone Ragone e Teresa Costanza, è stato arrestato questa sera con l’accusa di aver ucciso i due fidanzati. Ruotolo, 26 anni, è stato prelevato dai carabinieri nella caserma Mittica della Brigata Ariete dove presta servizio ed è stato condotto in carcere. Anche la fidanzata Rosaria Petrone, 24 anni, indagata pure lei per il caso, è stata arrestata, posta ai domiciliari.

Ruotolo, caporal maggiore dell’esercito, è originario di Somma Vesuviana (Napoli), come la fidanzata. Era amico e commilitone di Trifone Ragone e aveva portato la sua bara in spalla ai funerali.

Il delitto di Trifone e Teresa avvenne la sera del 17 marzo del 2015 nel parcheggio della palazzetto dello sport di Pordenone, dove Trifone Ragone si allenava. La fidanzata Teresa era andata a prenderlo in auto all’uscita della palestra. I due stavano per tornare a casa ed erano in macchina quando qualcuno fece fuoco con una pistola contro di loro a distanza ravvicinata. Un delitto consumato con freddezza da mani esperte, avevano detto subito gli investigatori.

Per lungo tempo le indagini sono sembrate brancolare nel buio. Il duplice omicidio dei fidanzati era stato eseguito con perizia, senza lasciare segni e senza che nessuno in un primo momento avesse notato movimenti sospetti nel parcheggio della palazzetto. Solo dopo lunghi mesi di indagini gli inquirenti sono riusciti a ricostruire i tasselli e ad avere i primi sospetti.

Giosuè Ruotolo era stato formalmente indagato a fine settembre 2015. In questi mesi sono state condotte indagini molto approfondite, con perquisizioni e rilievi della scientifica nell’appartamento e nell’auto di Ruotolo. Anche la fidanzata Rosaria era stata ascoltata, prima come persona informata sui fatti, poi a fine dicembre è stata indagata pure lei, per i reati di favoreggiamento e istigazione a delinquere.

Una torbida e morbosa vicenda di gelosia sarebbe dietro al delitto di Trifone e Teresa, con tanto di falso profilo Facebook, pare gestito da Rosaria Petrone, per mandare insulti a Teresa Costanza.

Il Gazzettino scrive che nei giorni scorsi la Procura aveva spedito gli atti dell’inchiesta al Gip per valutare la posizione di Ruotolo. Gli investigatori si erano concentrati su di lui dopo le contraddizioni emerse tra le dichiarazioni rilasciate dal caporal maggiore durante il suo primo interrogatorio lo scorso ottobre e quanto accertato nelle indagini. Gli inquirenti hanno anche scoperto che alcuni mesi prima del delitto, Giosuè Ruotolo e Trifone Ragone avrebbero avuto un’accesa discussione, venendo perfino alle mani, a causa del profilo Facebook dal quale Teresa aveva ricevuto minacce e insulti.