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Telefono cellulare: pericoloso veicolo di batteri

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Lo teniamo in mano tutto il santo il giorno, ma sappiamo davvero quanto può essere pericoloso il telefono cellulare? Ve lo dice CheDonna.it.

Photo by Pixabay
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Attenzione al telefono cellulare, o smartphone che dir si voglia, può essere un pericoloso ricettacolo di batteri. Non è una novità. Si sapeva che i cellulari, che maneggiamo di continuo ogni giorno e appoggiamo ovunque possono essere veicolo di batteri pericolosissimi, anche perché spesso si ha il vizio di pulirli poco e male. Ecco allora che i telefono cellulari possono portare con sé anche i temibili “super-batteri“, quelli che gli antibiotici fanno sempre più fatica a sconfiggere e che stanno causando un preoccupante aumento della mortalità.

Per queste ragioni, negli ospedali si vogliono introdurre limitazioni all’uso dei cellulari, proprio per evitare il pericolo di infezioni in luoghi già ad altro rischio.

Nel frattempo, è stato lanciato il più vasto allarme sui super-batteri resistenti agli antibiotici. Sono sempre più numerosi e difficili da contrastare e la conseguenza è che malattie che credevamo sconfitte stanno tornando ad essere mortali. Un problema allarmante e potenzialmente drammatico, l’hanno definito gli esperti durante un convegno con il patrocinio del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità. L’Italia, soprattutto, è maglia nera in Europa per le più elevate percentuali di resistenza verso quasi tutti gli antibiotici. Un fenomeno molto preoccupante dovuto al cattivo uso ed abuso che si è fatto negli anni degli antibiotici. L’Italia, dopo la Grecia, è il Paese europeo con il più alto numero di consumatori di antibiotici. Abitudini scorrette che di fatto hanno finito per neutralizzare questi medicinali, rafforzando i batteri. Nel nostro Pese, poi, i livelli di resistenza sono più alti al Centro e al Sud, dove è più elevato anche il consumo di antibiotici. Una situazione che richiede una immediata inversione di tendenza e la messa in pratica di una vera e “educazione antibiotica”.