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Quote rosa introdotte per le elezioni regionali

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Le tanto discusse “quote rosa” per elezioni stanno diventando realtà. Le ultime notizie in merito da CheDonna.it.

Quote rosa (Thinkstock)
Quote rosa (Thinkstock)

Da tempo nel dibattito istituzionale italiano non si fa che parlare di quote rosa per aumentare la presenza delle donne in politica e nelle istituzioni pubbliche in genere. C’è chi è favore, chi contrario e vede nella quota riservata per legge alle donne nelle cariche pubbliche una forzatura. Che si tratti di forzatura o no, però, un dato è evidente: la presenza troppo scarsa di donne nei luoghi di comando in Italia, con numeri che sono imbarazzanti anche nel confronto con Paesi non occidentali.

Riguardo alla presenza delle donne nei consigli di amministrazione delle aziende pubbliche, è intervenuta qualche anno fa Elsa Fornero, ex ministro del Lavoro e del Welfare del governo Monti, che ha fatto introdurre una norma sulle quote rosa per garantire una adeguata rappresentanza femminile in questi organi importanti.

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I tentativi di introdurre le quote rosa anche per le cariche politiche hanno avuto meno successo. Un compromesso è stato raggiunto con l’ultima legge elettorale approvata per le elezioni politiche: il cosiddetto Italicum. Respinta la norma che introduceva espressamente le quote rosa, alla fine è stata raggiunta una soluzione di compromesso che comunque non garantisce l’elezione di un consistente numero di donne in Parlamento. Stando alla nuova legge, approvata a maggio dello scorso anno e che entrerà in vigore dal prossimo 1° luglio, nessuno dei due sessi, maschile e femminile, potrà essere rappresentato in misura superiore al 50% (con arrotondamento all’unità inferiore) e nella successione interna alle liste nessun genere potrà essere presente per più di due volte consecutive. Poi, ciascuno dei due sessi potrà essere rappresentato al massimo nel 50% dei capilista. La legge introduce anche la possibilità della doppia preferenza per due candidati di sesso diverso, ma solo di sesso diverso pena la nullità della seconda preferenza. Dispositivi questi che puntano ad aumentare la presenza femminile in Parlamento, ma senza le garanzie delle quote rosa. Tutto, infatti, dipenderà da come saranno scritte le liste e dalle preferenze che le donne otterranno.

Diverso sarà invece il discorso per le elezioni regionali. Oggi, infatti, l’Aula della Camera ha approvato in via definitiva la legge che introduce le quote rosa per i Consigli regionali. Pertanto, dalle prossime elezioni, secondo quanto dispone la nuova legge, almeno il 40% dei consiglieri regionali eletti dovranno essere donne. Le liste elettorali, dunque, dovranno essere composte di conseguenza.

Finiranno così i casi come quello della Basilicata dove attualmente in Consiglio regionale non siede nessuna donna.

La nuova legge sulle quote rosa nei Consigli regionali è stata approvata alla Camera con 334 voti a favore, 91 contrari e 21 astenuti. Hanno votato contro la Lega Nord, il Movimento 5 Stelle e Ala, mentre Fratelli d’Italia e i Conservatori e riformisti si sono astenuti.