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Uccisa brutalmente dal cognato per aver aiutato la sorella

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Un ennesimo caso di femminicidio, anche se questa volta il presunto assassino non è il compagno della vittima, ma il cognato. Una brutta storia che viene dalla Calabria.

Carabinieri (CARLO HERMANN/AFP/Getty Images)
Carabinieri (CARLO HERMANN/AFP/Getty Images)

Il paese di Cetraro, in provincia di Cosenza, è sprofondato nell’angoscia quando il pomeriggio di mercoledì 27 gennaio si è diffusa la notizia che Anna Giordanelli, medico di famiglia di 53 anni, era stata uccisa mentre faceva jogging.

La donna è stata colpita alla testa con un corpo contundente ed è morta praticamente sul colpo. Gli inquirenti hanno subito escluso la rapina come movente, indagando nella sfera privata e professionale della dottoressa.

Nel giro di poche ore il giallo si è risolto. I carabinieri hanno arrestato Paolo Di Profio, infermiere e cognato della vittima, marito della sorella più piccola di Anna Giordanelli. Profio era separato dalla moglie e del fallimento del suo matrimonio incolpava proprio la cognata. I sospetti degli inquirenti si sono subito concentrati sul suo conto. Dopo 10 ore di interrogatorio, nella caserma dei carabinieri, l’uomo è crollato e ha confessato.

Profio ha detto ai militari che la sua separazione dalla moglie era colpa della cognata. La moglie era andata a vivere dalla sorella Anna dopo aver lasciato il marito, a seguito di una relazione difficile, sembra anche con percosse da parte dell’infermiere che aveva un passato da alcolista. Per la separazione per la quale Profio avrebbe voluto punire la cognata.

Decisivo per le indagini è stato anche il ritrovamento di un piede di porco intriso di sangue poco distante dal luogo del delitto.

Anna Giordanelli, era sposata con due figli, lavorava come era medico a Cetraro, figlia di padre medico, ed era molto apprezzata in paese.