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LIBRI: ‘Primo non nuocere’

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image002Cosa significa essere un neurochirurgo? Come ci si sente ad avere in mano le sorti di una persona, mentre ci si apre un varco tra la materia grigia che ne genera i pensieri, i sentimenti e le emozioni? E, se qualcosa va storto, come si convive con le conseguenze?

È ciò che scopriremo attraverso le pagine di questo libro, la confessione sincera e intensa di un famoso neurochirurgo inglese che, alla luce dell’esperienza quarantennale, rievoca le vittorie nelle battaglie combattute al fianco dei pazienti, ma anche le inevitabili sconfitte, gli errori e i fallimenti. Primo non nuocere è la narrazione di una professione eroica, chiamata a confrontarsi ogni giorno con i momenti di maggiore fragilità dell’essere umano – la scoperta della malattia, la speranza di una cura –, a prendere decisioni cruciali che, in un modo o nell’altro, cambieranno il destino dei pazienti, ma anche del medico stesso che porterà sempre con sé le storie di gioia o di dolore delle persone che hanno confidato all’abilità delle sue mani e alla generosità del suo cuore le loro vite in pericolo.

Henry Marsh è un neurochirurgo inglese. Prima di iscriversi a Medicina,  ha studiato filosofia, politica ed economia. Pensava che la medicina fosse una cosa noiosa fino a che  non ha visto un neurochirurgo operare al microscopio per riparare un aneurisma: in quel momento ha avuto inizio la sua lunga carriera, che viene adesso ripercorsa in Primo non nuocere, un grande successo di critica e di vendite negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, in corso di traduzione in oltre quindici paesi.

Marsh è stato anche al centro di un  documentario, The English Surgeon (vincitore di numerosi premi, tra cui  l’Emmy Award), che ha raccontato la  sua attività di volontario in Ucraina.  Il suo hobby, per ora, sono le api. E la bicicletta.

Un plauso eccezionale

Selezionato per il Premio Samuel Johnson per la Saggistica e candidato al Premio Guardian First Book, al premio Slightly Foxed Best First Biography e al Premio Costa Biography.

«La neurochirurgia ha incontrato il suo Boswell in Henry Marsh. Dolentemente onesto circa gli errori che possono ‘rovinare’ un cervello, squisitamente in sintonia con il teso e fuggevole legame fra medico e paziente, e sarcasticamente insofferente nei confronti della direzione ospedaliera, Marsh ci fa immergere nell’arte più difficile della medicina e ci rinfranca lo spirito. È un risultato superbo.» Ian McEwan.

«Marsh ha scritto un libro su una storia d’amore, e non possiamo fare a meno di prenderci a nostra volta una cotta… Elegante, delicato, pericoloso e pieno di significato profondo. Tutti e quattro questi epiteti descrivono bene questo libro.» Ed Caesar, Sunday Times.

«Quando un libro inizia in questo modo: ‘Spesso sono costretto a tagliare il cervello ed è una cosa che detesto fare’, non puoi mollarlo, devi continuare a leggere, ti pare?…  Confido ciecamente nelle capacità di coloro che praticano [la chirurgia cerebrale], e tendo a dimenticare l’elemento umano, ovvero i fallimenti, le sviste, gli errori, la fortuna e la sfortuna, ma anche la vita quotidiana che, al di là della professione, questi medici conducono. Primo, non nuocere di Henry Marsh rivela tutto di essa, nel bel mezzo di situazioni in cui è in gioco la vita, e questa è una ragione per leggerlo: vera onestà dove meno te l’aspetti. Ma ce ne sono moltissime altre.» Karl Ove Knausgaard, Financial Times.

«Eccezionale… avvincente in massimo grado.» William Leith, The Spectator.

«Perché ci sono così pochi libri scritti da chirurghi? Soprattutto di questa prosaica bellezza?… Be’, ringraziamo Dio per Henry Marsh… Una delle affermazioni più belle che emergono da questo libro straordinario è quella del dilemma di ogni chirurgo, ovvero l’impossibilità di fare Dio… Che  libro super, splendido ».  Euan Ferguson, Observer.

«Di rado i medici ci parlano con la franchezza e la libertà del signor Marsh. Nel gruppo ristretto di coloro i quali affrontano questo balletto quotidiano con l’ansia più terribile, lui deve, credo, essere davvero un grande.» Peter Lewis, Daily Mail.

«Marsh ci offre una biografia di una sorprendente onestà… La franchezza di Marsh ci parla di un personaggio riflessivo che ha fatto imboccare alla sua carriera una strada inusuale… Per trent’anni rimane vitalizzato dal lavoro… parte Sherlock Holmes in diagnosi, parte Action Man in sala operatoria. A volte è positivamente allegro, e condividiamo la sua eccitazione quando ci fa entrare nei suoi panni chirurgici e ci guida attraverso la topografia segreta del cervello.» Ben Felsenburg, Mail on Sunday.

«Neurochirurghi come Henry Marsh, l’autore di questa stupefacente e toccante biografia, devono vivere, respirare, operare e prendere urgenti decisioni nella piena consapevolezza di un terribile dilemma: se aprono il cranio, possono salvare la vita del paziente, ma un passo falso del bisturi può causare terribili menomazioni che, come Marsh puntualizza, possono essere assai peggiori della morte… È questo disarmante candore che fa di questo libro una lettura appassionante… affascinante.»  Gavin Francis, Guardian.

«Primo, non nuocere è per molti versi un documento autolesionista: per lo più, contiene storie non di trionfo, o sulla perizia ed esperienza dell’autore, ma sul pedaggio emozionale e psicologico che bisogna pagare quando le cose si mettono orrendamente male… La sua comprensione della natura della sofferenza è intima e profonda.»  Erica Wagner, New Statesman.

«Henry Marsh è primario neurochirurgo in una clinica universitaria di Londra, e la sua biografia Primo, non nuocere offre una visione sorprendente della sua stressante carriera… Le storie dei pazienti sono affascinanti, ma, cosa più importante, sono piene di umanità. Marsh è l’autore più onesto che abbia mai incontrato per quanto riguarda i propri fallimenti… Questo è uno splendido libro, appassionante e schietto. Se la bravura di Marsh come neurochirurgo è anche soltanto un decimo della sua bravura come scrittore, può aprirmi il cranio quando vuole.» Leyla Sanai, Independent on Sunday.

«La biografia inflessibilmente onesta e profondamente toccante di Henry Marsh… illumina le decisioni cruciali che i neurochirurghi affrontano ogni giorno, le complesse meraviglie dell’anatomia del cervello, la gioia e il flagello dei progressi tecnologici, le frustrazioni di lavorare in un Servizio Sanitario Nazionale a corto di mezzi, e tutte le emozioni conflittuali che queste sfide evocano… Marsh trasmette la sua meraviglia davanti al corpo umano con gusto letterario… coraggioso e stimolante.»  Wendy Moore, Literary Review.

«Il neurochirurgo Henry Marsh… stabilisce un nuovo standard nel raccontare le cose come stanno… Il suo amore per la neurochirurgia e per i suoi pazienti traspare sempre, ma la specializzazione – avvolta di segretezza e misticismo quando lui l’abbraccia – adesso si è vista decisamente togliere il terreno da sotto i piedi. Dovremmo ringraziare Henry Marsh per questo. Abbiamo bisogno del suo buonsenso come un ‘tetto’ per futuri chirurghi e una guida per le pubbliche aspettative. Una buona morte, senza chirurgia, è un ottimo risultato.»  Phil Hammond, The Times.

«Primo, non nuocere è l’inquieta, indomita raccolta di ricordi del dolore e dell’euforia della sua [di Marsh] professione. Raccontati con ardente candore… La scabra, disadorna prosa che Marsh impiega per descrivere questi particolari quotidiani si accorda con l’onestà della sua anima messa a nudo… Il tenore struggente del libro è punteggiato di frequente dal mordace umor nero di Marsh… È inaudito per un neurochirurgo ‘scardinare’ la professione con una simile inflessibile franchezza. Marsh riesce a umanizzare le complessità della neurochirurgia esibendo coraggiosamente le sue stesse fragilità.»  Brendan Daly, Sunday Business Post.

«[Marsh] pratica la chirurgia cerebrale e della colonna vertebrale ogni santo giorno, e questo rendiconto della sua vita lavorativa ci permette di avere una visione straordinaria dei suoi stessi processi mentali come pure del mondo delle riunioni neurochirurgiche informative e delle politiche ospedaliere. Il punto di partenza di ogni capitolo è un caso tratto dalla vita reale, e il libro trasmette sia l’affascinamento di chi esplora il cervello umano sia le domande contraddittoriamente emozionali dell’osservazione spassionata e della compassione che si richiedono a un neurochirurgo.»  Good Book Guide.