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Scoperta l’area del sesto senso nel cervello

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I ricercatori francesi hanno individuato il sesto senso nel cervello umano. La notizia da CheDonna.it.

Neuroni (Pixabay)
Neuroni (Pixabay)

Sembrava incredibile, ma il sesto senso esiste sul serio e un gruppo di ricercatori scientifici francesi ha scoperto anche l’area del cervello dove si trova. Il sesto senso in questione si riferisce comunque più al senso del pericolo che a quella capacità generale di predire o sentire cose che possono accadere, come invece viene inteso comunemente.

I ricercatori francesi dell’Inserm (Istituto francese di sanità e ricerca medica) e della Scuola Normale Superiore di Parigi, guidati dal prof. Marwa El Zein, hanno accertato che in un’area precisa del cervello umano si trova una specie di antenna, il nostro sesto senso, in grado di avvertire un pericolo in pochissimo tempo e in modo automatico, senza pensarci su. Questa antenna riesce a captare una minaccia alla nostra incolumità in 200 millisecondi e l’essere ansiosi di carattere è di aiuto, perché aumenta le capacità di reazione ad un pericolo. Del resto le persone ansiose stanno sempre in allerta.

I ricercatori francesi hanno anche rilevato che nelle persone ansiose il segnale di allarme viene elaborato nella regione del cervello responsabile dell’azione, invece in quelle più tranquille il segnale viene elaborato dai circuiti cerebrali deputati al riconoscimento facciale.

Il viso che viene percepito dal nostro cervello come minaccioso è quello di una persona con l’espressione arrabbiata e che soprattutto guarda dritto verso di noi. Ha spiegato il prof. Marwa El Zein:

“In una folla sarete più sensibili a una faccia arrabbiata che sta guardando verso di voi, mentre presterete meno attenzione a un viso che, pur accigliato, sta volgendo lo sguardo altrove”.

Lo studio francese, pubblicato su ‘eLife‘, ha esaminato i segnali elettrici cerebrali di 24 volontari. Ai soggetti venivano mostrati dei volti modificati con strumenti digitali e veniva chiesto loro di definire l’emozione trasmessa da ciascun volto. In alcuni casi l’espressione delle facce era la stessa, ma cambiava la direzione dello sguardo. Nell’esperimento state effettuate oltre mille prove.

Gli scienziati sono giunti alla conclusione che se una persona mostra paura e guarda in una direzione particolare, questo suo sentimento viene percepito in modo più veloce rispetto a quanto accadrebbe se fosse trasmessa invece un’emozione positiva. Questa capacità di riconoscere prima la paura e il pericolo, che non una manifestazione di gioia, ci viene ovviamente da quell’istinto primordiale di sopravvivenza che l’essere umano ha sviluppato con l’evoluzione. Riconoscere la paura sul volto di un nostro simile aiutava ad individuare il pericolo prima e a mettersi in salvo, in un’epoca in cui l’uomo lottava quotidianamente per la sopravvivenza contro feroci predatori.

Da molto tempo, questi pericoli, come quello di essere assaliti da belve feroci, non esistono più, almeno nel mondo Occidentale e urbanizzato. Ne esistono però degli altri, come il rischio di essere investiti per strada. Stare all’erta è quindi importante ed è dovuto proprio al nostro innato istinto di sopravvivenza se abbiamo la capacità straordinaria di affrontare i pericoli e una forza maggiore, con risorse insospettabili, nei momenti più difficili della vita.