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Il sultano del Brunei vieta il Natale: carcere per i trasgressori

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Notizia shock dal Brunei, il piccolo stato del sud-est asiatico situato sull’isola del Borneo e confinante con la Malesia. Il sultano che lo governa, in un regime di monarchia assoluta, ha vietato il Natale.

Il Sultano del Brunei (TIMOTHY A. CLARY/AFP/Getty Images)
Il Sultano del Brunei (TIMOTHY A. CLARY/AFP/Getty Images)

Il sultano del Brunei, Hassanal Bolkiah, ha vietato i festeggiamenti di Natale nel suo Stato. Chi violerà questa norma rischierà fino a 5 anni di carcere. Lo scopo di una legge così dura è quello di “preservare il credo della comunità musulmana”, come ha spiegato il Ministro degli Affari religiosi. Il sultanato dei Brunei, infatti, è un Paese islamico.

Stando a quanto riporta il giornale britannico Daily Telegraph, la nuova legge prevede di divieto di “indossare simboli religiosi come croci, accendere candele”, ma è vietato anche “addobbare alberi di Natale, montare decorazioni, cantare inni religiosi o mandare auguri di Natale“.

Tutti riti e i festeggiamenti legati al Natale sono fuori legge. Tuttavia, a chi non è musulmano è consentito celebrare il Natale purché questo avvenga esclusivamente in casa propria o all’interno della propria comunità. e solo dopo averne dato comunicazione alle autorità.

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Il sultanato del Brunei è una monarchia assoluta di tipo islamico. Il 70% degli abitanti è di etnia malay e di religione musulmana, il 15% è di etnia cinese, gli altri abitanti appartengono ad altri gruppi etnici.

Hassanal Bolkiah è sultano del Brunei dal 1967 e negli ultimi anni ha inasprito le leggi di matrice islamica. Nel Paese sono viettati la vendita e il consumo di alcolici e sono state introdotte molte restrizioni nei confronti delle altre religioni. Nel 2014 è stata introdotta la sharia come legge dello Stato.

Ce ne faremo una ragione. Basta non andare un Brunei.

Nella foto in alto, il sultano del Brunei Hassanal Bolkiah parla all’assemblea delle Nazioni Unite. Ricordiamo al sultano che la Dichiarazione universale dei diritti umani, promossa dalle Nazioni Unite e firmata a Parigi il 10 dicembre del 1948, prevede il diritto alla libertà religiosa.