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Notizie del giorno: elezioni in Spagna, falsi allarmi bomba

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Ecco le principali notizie del giorno da CheDonna.it.

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La rassegna stampa odierna: alle elezioni in Spagna vincono i popolari di Rajoy ma senza maggioranza, exploit di Podemos; è stato un weekend di falsi allarmi bomba, a Torino e su un volo dell’Air France; grave incidente stradale a Las Vegas.

Pablo Iglesias (David Ramos/Getty Images)
Pablo Iglesias (David Ramos/Getty Images)

La Spagna esce dalle elezioni politiche di ieri senza una maggioranza. In quarant’anni di democrazia, dalla fine della dittatura franchista, nel Paese finisce il bipartitismo che aveva visto l’alternanza tra popolari e socialisti. L’insofferenza degli spagnoli per la crisi economica, le dure misure di austerità e gli scandali di corruzione che hanno trovato i partiti tradizionali hanno spostato buona parte del voto sui nuovi partiti come Podemos e Ciudadanos, il primo orientato a sinistra, il secondo più a destra. Il vero trionfatore delle elezioni è stato Pablo Iglesias, leader di Podemos, che ha ottenuto il terzo posto, dietro popolari e socialisti, con il 20,7% dei voti e 69 seggi al parlamento spagnolo. Al primo posto si è piazzato il Partito popolare, quello del premier Mariano Rajoy, che ha ottenuto il 28,7% dei voti e 123 seggi, ma ne ha persi 63 rispetto alle elezioni di 4 anni fa, perdendo anche la maggioranza assoluta. Secondo il Partito socialista che con il 22% dei voti ha evitato per un soffio il superamento da parte di Podemos e ha preso 90 seggi, 19 in meno rispetto alla legislatura precedente. Infine quarto è arrivato Ciudadanos con il 13,9% dei voti e 40 seggi al parlamento. Nessuno dei partiti ha ottenuto la maggioranza assoluta per poter governare: 176 seggi sui 350 del Parlamento spagnolo. Dunque, per la prima volta in 40 anni di storia democratica, dalla fine della dittatura di Franco, la Spagna è ingovernabile, un po’ come accade spesso in Italia. Tanto che uno dei principali quotidiani spagnoli, El Pais, titola oggi in prima pagina: “Benvenuti in Italia“. Gli scenari che si aprono ora sono due. la formazione di una grande coalizione di governo, molto probabilmente tra popolari e socialisti, come del resto è accaduto anche dopo le ultime elezioni in Germania e in Italia, o il ritorno alle urne.