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L’Unione Europea vieta Facebook e gli altri social media ai minori di 16 anni

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Un provvedimento che sta facendo discutere quello con cui l’Unione Europea ha deciso di vietare l’accesso a Facebook e agli altri social media ai minori di 16 anni. I dettagli da CheDonna.it.

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L’Unione Europea ha deciso di vietare Facebook, gli altri social network e perfino Gmail ai ragazzi sotto i 16 anni di età. Finora il limite, importato dagli Usa, era di 13 anni, ma è stato ritenuto troppo basso da diversi governi europei, che hanno deciso di intervenire.

IL provvedimento è stato preso dai governi della Ue insieme con il Parlamento europeo, che ha adottato un emendamento specifico. Tuttavia, come molte delle norme europee, si tratta un compromesso. La nuova regola, infatti, non è detto che sarà osservata da tutti i governi europei, perché ai singoli Stati è stata concessa la facoltà di continuare ad applicare il vecchio limite dei 13 anni di età. Inoltre, anche laddove entri in vigore il limite dei 16 anni, questo può essere derogato se c’è il consenso dei genitori del minore o di chi ne fa le veci ad aprire un profilo Facebook, o su un altro social, anche sotto i 16 anni di età, ma mai sotto i 13.

La questione si trascinava da tempo. Con l’arrivo dei social network in Europa, la Commissione Ue aveva deciso di adeguarsi alle regole in vigore negli Stati Uniti che prevedono il divieto di aprire un profilo sui social solo per i minori di 13 anni. Diversi Stati europei, su tutti la Polonia, avevano tuttavia sottolineato il rischio di esporre i ragazzini e i loro dati personali sul web, sottolineando che sotto i 18 anni di età non si dovrebbero prendere impegni via internet. Quando apriamo un profilo sui social o anche una semplice casella e-mail, infatti, sottoscriviamo un contratto con la società fornitrice del servizio e in molti Paesi europei, in Polonia, così come in Italia, la maggiore età per stipulare un contratto è quella dei diciott’anni. Di conseguenza i più giovani che si iscrivono a siti web, social media e anche caselle di posta elettronica (Gmail ad esempio è un vero e proprio social media perché quando si apre la casella di posta si ha in automatico anche un account su Google+ e YouTube), non sarebbero adeguatamente tutelati in queste forme di contratti. Gli Stati europei ne fanno una questione di tutela legale e anche di protezione dei dati personali e sensibili dei minori, per questo motivo hanno voluto alzare l’età minima.

Di fronte all’inerzia della Commissione europea, forse preoccupata di non urtare i grandi inserzionisti del web, che fanno grandi affari con la pubblicità destinata ai più giovani, ha preso l’iniziativa il Parlamento europeo, con l’approvazione di un emendamento che aumenta l’età minima per accedere ai social network, anche se con le deroghe che abbiamo visto sopra.

Il compromesso raggiunto sulla nuova regola sarà formalizzato a giorni e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale a gennaio. Gli Stati europei avranno due anni di tempo per recepirlo. Quindi sarà tutto rinviato al 2018.

L’Italia era disposta ad accettare anche il limite dei 13 anni, ma non ha fatto obiezione contro l’innalzamento a 16 anni.

Nel frattempo è scoppiata la polemica. C’è chi critica il nuovo limite, chi sostiene che già tantissimi ragazzi anche sotto i 13 anni di età si iscrivono ai social network, mentendo sulla loro vera età. Il punto cruciale, infatti, sarà costituito dal meccanismo di verifica della vera età di chi si iscrive a un social media. Il testo della nuova normativa europea non lo spiega, mentre la responsabilità di accertamento viene genericamente demnandata alle società che gestiscono i social network.

Staremo a vedere come andrà a finire, se davvero la nuova regola sarà concretamente applicata e soprattutto in che modo.