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Anche le donne sono eterne adolescenti

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La sindrome di Peter Pan colpisce anche le donne adulte e non solo gli uomini. Ve lo racconta CheDonna.it.

(Thinkstock)
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Non si tratta di giovani donne rimaste ragazzine, la sindrome di Peter Pan e il comportarsi ancora da adolescenti colpisce anche tante donne adulte. Stiamo parlando di donne di 30, 40 e perfino 50 anni. Sono donne che spesso rimandano le scelte difficili e drastiche della vita, che rimangono ancora in attesa di qualcosa che possa cambiare e stravolgere la loro vita. Sono donne che scelgono la leggerezza e il disimpegno piuttosto che fare i conti con se stesse. Questo accade anche quando hanno un lavoro stabile e serio e anche quando hanno figli e famiglia. Non sono più, dunque solo gli uomini ad essere affetti dalla sindrome da Peter Pan.

Il fenomeno è raccontato dalla giornalista e scrittrice Susanna Schimperna nel suo libro “Eterne adolescenti“, che racconta la vita di tante donne incapaci di diventare adulte, di prendersi sul serio. La scrittrice spiega che non tutte le donne italiane sono eterne adolescenti, ma una buona parte lo è. Questa condizione, però, è piuttosto complessa e anche difficile da individuare.

Ad essere eterne adolescenti, infatti, non sono solo le donne adulte che indossano ancora abiti giovanili (peraltro la moda è anche cambiata), così come non lo sono solo quelle che fuggono di fronte alle scelte definitive. Eterne adolescenti sono anche le donne che continuano ad avere un rapporto immaturo con la propria madre, morboso o conflittuale, quelle incapaci di fissare obiettivi a lungo termine, quelle che hanno un rapporto patologico con il cibo, dal rifiuto totale all’abbuffata, le donne allo stesso tempo insicure e narcise nei rapporti amorosi e quelle ansiose di piacere a tutti oppure convinte di non piacere a nessuno. Certo il catalogo è molto ampio, chi non ha almeno qualcuno di questi problemi.

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Ci sono donne che vivono con imbarazzo questa condizione, altre che ne vanno fiere. Sicuramente è anche la nostra società, così edonista e giovanilistica, che spinge se non costringe gli adulti sia donne che uomini ad essere eterni adolescenti. Non ultima, anzi forse la causa principe, è l’incertezza del lavoro, la precarietà, la disoccupazione diffusa, l’esclusione di tante donne dai ruoli di responsabilità. Spesso questa situazione impedisce letteralmente la creazione di una propria autonomia, di un progetto a lungo termine, di una famiglia. E’ la condizione di quella che è stata chiamata la “società liquida”, che ormai possiamo chiamare anche etera, dove niente è certo né sicuro e tutto indefinito.

L’importante è quello di cercare di vivere questa situazione senza farsi travolgere, con quella leggerezza che bisognerebbe mettere in tutto quello che si fa, senza che questo significhi non assumersi delle responsabilità.