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In Corea si va a lavoro e ci si ritrova in una bara

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Quaranta persone ogni giorno si tolgono la vita. Questa l’assurda percentuale che contraddistingue il Paese più colpito da attacchi depressivi sul Pianeta, la Corea del Sud.

Una sorta di “epidemia del suicidio” sembra colpire questo popolo e per fronteggiarla si è ricorsi a metodi a dir poco drastici.

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L’idea venuta infatti ai vertici delle aziende locali è quella di far sperimentare la morte ai propri dipendenti: una sorta di esperienza shock che mostrasse in modo tangibile a coloro che la vivono quanto la vita sa comunque preferibile al suicidio.

Molte aziende hanno ricreato veri e propri riti funebri in cui fosse il dipendente stesso a officiare il proprio funerale. Inutile sottolineare come dover pronunciare il proprio nome ad alta voce come quello di colui che è venuto a mancare possa fare un certo effetto. Inizialmente la cosa può infatti apparire buffa ma c’è che poi ha riflettuto meglio giungendo  trovare utile l’esperienza: “Dopo questa esperienza ho realizzato che devo dare una svolta alla mia vita”, racconta un dipendente mentre esce a fatica dalla bara, “ho capito di aver commesso tanti errori, di aver trascurato la mia famiglia”, ha proseguito.

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Nel Paese che più di tutti ha fatto del capitalismo una ragione di vita, pare proprio che il venir meno di valori come gli affetti e la famiglia sia tra le principali cause di suicidio, unito ovviamente a una soglia di stress non indifferente.

Che sperimentare la morte possa risvegliare nei sud coreani anche un sano attaccamento ai valori più profondi della vita? Staremo a vedere, quel che appare certo è che il vecchio “ a mali estremi estremi rimedi” sia preso qui decisamente sul serio.