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Partorisce una bimba e la uccide a coltellate

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Un episodio agghiacciante ci viene dalla provincia di Padova.

Carabinieri (CARLO HERMANN/AFP/Getty Images)
Carabinieri (CARLO HERMANN/AFP/Getty Images)

Una vicenda sconvolgente, da film dell’orrore è quella che si è verificata nel padovano, a Trebaseleghe, dove alcuni giorni fa i carabinieri hanno trovato il corpicino di una neonata sotto terra. La piccola era stata uccisa con feroci coltellate alla testa e all’addome. Ad ucciderla era stata la madre 17enne subito dopo averla partorita.

La minorenne quella figlia proprio non la voleva e dopo essersi procurata un parto indotto con l’aiuto del fidanzato, che le aveva fornito un farmaco anti-ulcera per abortire, ha deciso di sbarazzarsi nel modo peggiore della sua bambina.

La ragazza è stata scoperta perché a 24 ore dal parto, avvenuto nel bagno di casa, ha avuto una forte emorragia che l’ha costretta a recarsi in ospedale. Qui ha raccontato ai medici di aver abortito al terzo mese di gravidanza e di aver lasciato a casa il feto per seppellirlo. La 17enne ha anche fornito delle false generalità dando il nome di una sua amica maggiorenne. I medici, però, si sono subito insospettiti non credendo alla sua versione dei fatti, poiché la placenta trovata nel corpo della ragazza corrispondeva a quella di una gravidanza più avanzata, almeno di 5 o 7 mesi.

Scoperto l’orrendo delitto, il corpicino della neonata è stato recuperato e sottoposto all’autopsia. Il medico legale ha accertato che la piccola era nata viva ed era stata uccisa appena dopo il parto con coltellate inferte con ferocia inaudita. Questa storia, il fidanzato 18enne della giovane non avrebbe partecipato direttamente all’omicidio, ma avrebbe acquistato in una farmacia di Milano il farmaco abortivo, per il quale è stato indagato il farmacista che lo ha venduto, e avrebbe aiutato la 17enne ad occultare il corpicino della neonata.

I fatti risalgono alla fine di novembre, ieri, intanto, a seguito delle indagini sul caso la 17enne è stata arrestata e condotta in carcere con misura cautelare per il pericolo di fuga e di inquinamento delle prove. Si attendono i provvedimenti della magistratura nei confronti del fidanzato.

Vite allo sbando, tra minorenni o neo-maggiorenni che uccidono i propri genitori e quelli che sopprimono la vita dei propri figli.