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Pensionati poveri: più di 6 milioni e mezzo sotto i 1.000 euro

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I pensionati italiani non se la passano bene e i giovani di oggi che saranno pensionati domani staranno ancora peggio. La notizia da CheDonna.it.

Pensionati (Foto Torange. CC-BY)
Pensionati (Foto Torange. CC-BY)

Brutte notizie per i pensionati di oggi e ancora più brutte per quelle di domani. Niente che non si sapesse già, peraltro.

Quasi la metà dei pensionati italiani, il 40,3% pari a circa 6 milioni e mezzo di persone percepisce un assegno mensile sotto i 1.000 euro. Lo comunica l’Istat nel suo rapporto su ‘Trattamenti pensionistici e beneficiari’, che riporta i dati del 2014.

Sono invece 240.000 i pensionati italiani che ricevono una pensione superiore ai 5.000 euro mensili. Si tratta dell’1,4% dei pensionati totali (16,25 milioni di persone). Altri 767.000 pensionati, il 4,7%, riceve redditi da pensione tra 3.000 e 5.000 euro al mese.

Se la situazione delle persone che sono in pensione ora non è di certo rosea, ancora peggiore sarà il futuro dei pensionati di domani. L’allarme lo ha lanciato in questi giorni il presidente del’Inps, Tito Boeri, e riguarda i nati negli Anni ’80. Chi ha 35 anni oggi, non solo andrà in pensione molto più tardi, a 75 anni di età, ma riceverà un assegno pensionistico di circa il 25% inferiore a quello della generazione precedente. Uno scenario veramente preoccupante.

Del resto che i giovani, e meno giovani, di fatto non percepiranno una pensione è cosa risaputa da tempo. Ci si chiede cosa si aspetti a prendere degli adeguati provvedimenti.

Oggi, poi, una persona che perde il lavoro intorno ai 50 anni di età è ritenuta dal mercato troppo vecchia per trovare un nuovo lavoro, ma allo stesso tempo è troppo giovane per andare in pensione. Cosa accadrà in futuro a coloro che perderanno il lavoro dopo i 60 anni ma saranno troppo vecchi per lavorare e troppo “giovani” per andare in pensione? Non è dato sapere.