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La formula matematica che vi regalerà il successo in amore

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Concept of system integration -  Photo by Thinkstock
Concept of system integration – Photo by Thinkstock

Successo in amore e nel lavoro? Non è questione di oroscopo ma di matematica.

Già, avete capito bene. Propio la materia più odiata di sempre potrebbe diventare la nostra assicurazione sulla felicità. CheDonna.it vi spiega come.

In che cosa consiste questa formula?

Gettate alle ortiche la vecchia citazione firmata Venditti che recita “la matematica non sarà mai il mio mestiere”. E’ giunto il momento di rispolverare somme e sottrazioni.

Mai sentito parlare dell’algoritmo di Gale-Shapley? I matematici lo chiamano “il problema del matrimonio stabile”: in sostanza è una formula che mira a risolvere “questioni di accoppiamento”, naturalmente non solo nel senso fisico del termine. L’algoritmo iuta ad esempio le università nella selezione degli studenti da ammettere ma anche i manager a caccia di talenti per le loro aziende.

Alla base di questa formula matematica c’è infatti l’idea che l’accoppiamento debba rendere soddisfatte entrambe le parti. Ed ecco che i risvolti dunque superano i rigidi confini del business.

Che la matematica possa dunque essere la porta verso l’eterna felicità? Non è detto. A spiegare infatti i rischi dell’algoritmo di Gale-Shapley arriva il nuovo libro di Hannah Fry, docente all’UCL Centre for Advanced Spatial Analysis di Londra.

La celebre matematica dimostra attraverso un semplice esempio come decisiva per il successo bell’algoritmo sia un’attiva partecipazione di entrambe le parti. Prendiamo 5 ragazze e 5 ragazzi che si incontrano a una festa: le parti maschili cercheranno l’approccio con quelle femminili, partendo dalla ragazza che più li attrae e passando poi alle successive in caso di rifiuto delle prime. Alla fine della festa i ragazzi avranno fatto la loro conquista, forse non quella sperata ma comunque una di loro gradimento, le ragazze invece si troveranno con un ragazzo che, nel migliore dei casi, sarà “il meno peggio”. Perché? Per il semplice fatto di esser state passive, oggetto di una scelta altrui e non propositive, pronte a mettersi in gioco.

Rimanendo sedute su una sedia, dunque, non c’è algoritmo matematico che tenga. La stessa formula di Gale – Shapley ci insegna che bisogna gettarsi nella mischia per ottenere il meglio. Per essere davvero felici e soddisfatte dovete, per dirla tutta, attivarvi.