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Mamme italiane in calo e sempre più avanti con gli anni

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Continua il calo delle nascite in Italia e allo stesso tempo si alza l’età del parto per le mamme italiane. I dettagli da CheDonna.it.

Gravidanza (Thinkstock)
Gravidanza (Thinkstock)

Che le donne italiane facciano sempre meno figli non è una novità. Da qualche anno a questa parte, sia per cambiamenti culturali ma anche e soprattutto per colpa di una crisi economica che penalizza soprattutto le donne, senza contare mobbing e discriminazioni sul lavoro, le nascite sono in costante calo.

Nel 2014 le nascite di bambini in Italia sono state 509.000, secondo l’Istat, cinquemila in meno rispetto al 2013, il livello minimo dall’Unità d’Italia. Nel 2015 le nascite scenderanno ancora, con i primi tre mesi, gennaio-febbraio-marzo, che hanno fatto registrare un calo del 3,71% rispetto allo stesso periodo del 2014, con un numero complessivo di 118.498 bambini nati. Se la tendenza sarà confermata anche nei mesi seguenti, secondo le proiezioni nasceranno in Italia 483mila bambini, sotto la soglia psicologica del mezzo milione. Uno scenario preoccupante, per contrastare il quale tuttavia non sembra si vogliano prendere misure concrete.

Oltre al generale calo delle nascite, in Italia si assiste anche al progressivo aumento dell’età in cui le donne partoriscono il primo figlio. L’età medi è vicina ai 33 anni. Anche qui giocano sia fattori culturali, si studia più a lungo e si forma una famiglia più tardi, che economici, la precarietà cronica del lavoro, la disoccupazione giovanile e l’insicurezza economica non aiutano nella difficile scelta di mettere al mondo un bimbo.

In Italia un parto su dieci avviene ancora in punti nascita con meno di 500 parti annui, la soglia minima affinché possa essere considerato “sicuro”, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità. In Italia, poi, è ancora alto il numero di parti cesarei, pari al 35,5% dei parti complessivi, con picchi del 53,8% nelle case di cura private, contro il 33,1% degli ospedali pubblici.

Questi dati sono contenuti nel Rapporto annuale sull’evento nascita, a cura dell’Ufficio di Statistica, che illustra i dati rilevati nel 2013 dal flusso informativo del Certificato di Assistenza al Parto (CeDAP). Il rapporto è pubblicato sul sito web del Ministero della Salute.

Le zone d’Italia più feconde sono le Province Autonome di Trento e Bolzano e le regioni Campania e Sicilia. Quelle meno prolifiche, invece, sono Sardegna, Basilicata e Molise. L’ 88,3% dei parti avviene negli Istituti di cura pubblici o convenzionati, l’11,7% nelle case di cura private e solo lo 0,1% a casa. Un parto su cinque riguarda donne straniere residenti in Italia.