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Attentati di Parigi: Valeria Solesin è tornata a casa

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È rientrata in Italia la salma di Valeria Solesin, la giovane dottoranda alla Sorbona uccisa negli attentati di Parigi del 13 novembre scorso.

Valeria Solesin
Valeria Solesin

È atterrato all’aeroporto Marco Polo di Venezia, l’aereo di Stato che portava la salma di Valeria Solesin, la ricercatrice universitaria di 28 anni originaria di Venezia morta al Bataclan, la sala concerti di Parigi dove è avvenuto uno degli attacchi terroristici più cruenti la sera del 13 novembre, quando la capitale francese è stata colpita da più attentati in contemporanea per mano di un commando di terroristi islamisti affiliati all’Isis.

Una delle notti più terribili che Parigi abbia mai vissuto in decine di anni. Un atto di guerra lo ha definito il Presidente Hollande. Tra le vittime degli attentati, salite a 130, ci sono tanti giovani che quel maledetto venerdì sera erano ai tavoli dei ristoranti e bar attaccati o al Bataclan per seguire il concerto dello gruppo californiano Eagles of Death Metal. Una serata che avrebbe dovuto essere all’insegna della normalità e del divertimento, ma che è stata trasformata in tragedia dalla folle furia omicida di un gruppo di terroristi che si spacciavano per musulmani osservanti ma che non si facevano remore nell’assumere droghe.

Oggi l’aereo messo a disposizione dallo Stato italiano ha riportato per l’ultima volta Valeria nella sua Venezia, la città dove è nata e cresciuta e dove abita la sua famiglia. Ad accompagnare il feretro c’erano il fidanzato Andrea con la sorella, che erano anche loro al Bataclan ma si sono salvati, i genitori di Valeria, Luciana e Alberto Solesin, che nel frattempo avevano raggiunto Parigi.

La camera ardente di Valeria Solesin sarà allestita nell’androne del Municipio di Venezia a Ca’Farsetti e sarà aperta al pubblico domenica e lunedì, per l’ultimo omaggio dei concittadini. Il funerale di Valeria Solesin sarà celebrato martedì in piazza San Marco.