LIBRI: ‘Elogio della nudità’

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6738849_966188Il nuovo libro di Anna Meldolesi, Elogio della nudità, uscirà il 29 novembre in libreria. Si tratta di sei storie vere di nudità, usate come altrettante lenti per osservare la natura umana.

Lucy è stato uno degli ultimi ominidi ancora coperti da una folta pelliccia, persa la quale ci siamo trovati nudi, costretti a inventare insieme i vestiti e la vergogna.

Lise è la turista danese in shorts processata in Sicilia negli anni della rivoluzione sessuale.

Eva Herzigova e il suo Wonderbra sono un esempio emblematico del potere seduttivo del corpo nella pubblicità.

Inna è la leader delle Femen, le femministe che manifestano in topless.

Dita è la regina del burlesque, una forma di spogliarello che nei secoli scorsi ha sovvertito i rapporti di classe e di genere.

Anthony è il politico americano che ha compromesso la sua carriera per colpa degli autoscatti erotici.

Noi umani ci spogliamo ogni giorno, ma con la nudità abbiamo un rapporto contraddittorio: nudo è bello ma anche brutto, è il simbolo del peccato ma anche dell’innocenza, è pagano e sacro, edonista e ascetico. Mostrarsi nudi significa esporre la propria umana fragilità, ma anche offendere e provocare. Voglia di piacere, pudore, pregiudizi, norme sociali, tendenze estetiche, appartenenze culturali si incastrano come ingranaggi nel cervello di ognuno, spesso in modo diverso per uomini e donne.

Muovendosi tra psicologia e sessualità, storia del costume e della morale, arte e moda questo libro illustra le tante facce della nudità.

La nostra condizione naturale con cui stiamo ancora imparando a convivere.

Anna Meldolesi scrive di cultura e attualità scientifica sul Corriere della sera. I suoi ultimi libri sono “Mai nate. Perché il mondo ha perso 100 milioni di donne” (Mondadori Università) e “Organismi geneticamente modificati” (Einaudi).

Anna Meldolesi presenterà il suo libro al FESTIVAL DELLA SCIENZA DI GENOVA, giovedì 29 ottobre, alle 18:30 (Palazzo Ducale, Sala del Minor Consiglio, P.zza Matteotti 9, Interviene Antonio Pascale).