Quasi metà degli italiani rinuncia alle cure: liste di attesa troppo lunghe

0
5

Una pessima e preoccupante notizia dal mondo della sanità. Ve la racconta CheDonna.it nella sezione salute.

Ospedale (PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)
Ospedale (PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)

Il dato è di quelli preoccupanti e ci si augura che il Ministero della Salute, Asl e autorità sanitarie intervengano quanto prima. “Nel 41,7% delle famiglie almeno una persona in un anno ha dovuto rinunciare ad una prestazione sanitaria” a causa delle liste di attesa troppo lunghe nella sanità pubblica e dei costi proibitivi di quella privata. Lo comunica il Censis, in riferimento all’anno 2014.

Tutti ci siamo imbattuti nella prenotazione di una visita specialistica o di un esame clinico presso la sanità pubblica assegnati anche fino a due anni dopo la richiesta, perfino nei casi urgenti. Un tempo che magicamente si riduce quando si chiede la stessa prestazione in regime privato. Solo che, purtroppo, non tutti possono permettersi di pagare i costi di una visita o un esame presso una struttura privata. A volte ci sono le cliniche convenzionate che applicano tariffe di poco superiori a quelle delle strutture pubbliche, ma c’è chi non può permettersi neanche queste, specialmente in periodi di grave crisi economica, diffusa disoccupazione o sottoccupazione, ed è costretto a rinunciare alle cure o a rimandarle, in attesa di tempi migliori.

Il Censis ha precisato che nel 2014 circa la metà delle famiglie italiane ha dovuto rinunciare in un anno ad almeno una prestazione di welfare, dalla sanità all’istruzione, al socio assistenziale e al benessere.
Le quote più elevate di rinuncia, ha aggiunto il Censis, sono “nei comuni con al massimo diecimila abitanti (dove oltre il 59% delle famiglie ha razionato le spese nel welfare), nelle regioni del Sud e Isole (57%), tra le famiglie monogenitoriali e i Millenials (i giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni ndr)”. Inoltre, circa 3 milioni di italiani non sono autosufficienti, con una spesa tutta a carico delle famiglie e che in un anno arriva fino a 10 miliardi.

Il Censis ha evidenziato che gli italiani pagano ‘di tasca propria’ “il 18% della spesa sanitaria totale – cioè, oltre 500 euro procapite all’anno – contro il 7% della Francia e il 9% dell’Inghilterra“. “Il 53,6% degli italiani dichiara che la copertura dello stato sociale si è ridotta e paga di tasca propria molte delle spese che un tempo erano coperte dal sistema di welfare nazionale”. Di certo non è un bel segnale per il nostro Paese.