Denise Pipitone: prelevato il Dna alla ragazza che si era fatta avanti

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Gli ultimi sviluppi sul caso di Denise Pipitone e della ragazzina che ha detto di essere Denise. La notizia da CheDonna.it per la sezione attualità.

La foto da Chi l'ha Visto? di Denise Pipitone e di una ragazza che ha contattato Piera Maggio su Facebook
La foto da Chi l’ha Visto? di Denise Pipitone e di una ragazza che ha contattato Piera Maggio su Facebook

La settimana scorsa il caso era stato presentato alla trasmissione “Chi l’ha visto?”, Piera Maggio, mamma di Denise Pipitone, la bambina scomparsa all’età di 4 anni da Mazara del Vallo il 1° settembre 2004, era ospite della puntata e ha raccontato alla conduttrice Federica Sciarelli di essere stata contattata via Facebook da una ragazzina che le aveva scritto “Sono Denise mamma”, a commento di un nuovo volantino che ritraeva la donna con la figlioletta in braccio accompagnato dalla scritta: “Denise ti ricordi? Sono la tua mamma”. Piera Maggio non ha mai smesso di cercare la figlia Denise e anche se sono passati ben 11 anni dalla scomparsa della piccola, che oggi sarebbe quasi quindicenne, e non si siano trovate tracce, la donna continua pubblicare sul web e sui social network messaggi e foto, nella speranza che la figlia sia da qualche parte e che possa contattarla.

L’ultimo messaggio è stato per la Denise adolescente, che se fosse viva potrebbe non ricordarsi dei suoi primi anni a Mazara del Vallo con mamma Piera. Per questo la donna aveva pubblicato il volantino con la foto di lei con in braccio la bambina e il messaggio: “Denise ti ricordi? Sono la tua mamma”.

In risposta a questo messaggio, lo scorso agosto una ragazza ha postato su Facebook la risposta: “Sono Denise mamma”. Quello che ha impressionato e sollevato dei dubbi rispetto a tanti altri messaggi falsi ricevuti da Piera Maggio, durante questi anni di ricerche della figlioletta, è che la ragazza che si è fatta avanti ha una forte somiglianza con Denise. Contattata dagli inviati di “Chi l’ha visto?“, però, la ragazza ha negato di aver scritto lei il messaggio a Piera Maggio, che pure è stato accertato è partito dal suo computer, ma allo stesso tempo ha chiesto: “Se Denise è qua, che fate, la venite a prendere?”. Un’affermazione che ha aumentato il mistero sul caso.

Pochi giorni dopo, al Tgr della Basilicata è arrivata la telefonata di un uomo che ha detto di conoscere la ragazza che si era fatta avanti con Piera Maggio e la cui foto era stata pubblicata da “Chi l’ha visto?”. L’uomo ha detto che si tratta di una ragazzina che vive con la famiglia a Tito, in provincia di Potenza, dove frequenta la prima classe della locale scuola media. Quest’ultimo particolare scarterebbe l’ipotesi che possa essere Denise, che se fosse viva non frequenterebbe più la prima media, avendo 15 anni, tuttavia sono emersi altri elementi ad infittire il giallo. Il cognome del padre della ragazzina, che l’uomo che ha telefonato al Tgr Basilicata ha detto di essere di nazionalità serba, è lo stesso di quello di una famiglia rom che viveva nel campo nomadi di Mazara del Vallo quando Denise scomparve e dove la piccola era stata anche cercata, ma senza risultato. La famiglia rom si era poi trasferita in Calabria. Tutte circostanze che hanno destato il sospetto che quella ragazzina che ha contattato Piera Maggio su facebook potesse essere davvero Denise, nonostante gli elementi di dubbio.

Piera Maggio ha chiesto che sulla vicenda fosse fatta chiarezza e il suo avvocato, Giacomo Frazzitta, ha chiesto invece l’esame del Dna per fugare ogni dubbio sulla misteriosa ragazza. Così è stato.

Nelle ultime ore, dopo aver raggiunto la ragazzina a Tito, i carabinieri di Potenza le hanno prelevato un campione di Dna con un tampone. Il campione è stato inviato ai Ris che dovranno ora esaminarlo confrontandolo con il Dna di Denise e accertare così definitivamente l’identità della misteriosa ragazzina. La mamma dell’adolescente non si è opposta al prelievo del Dna sulla figlia minorenne. Quando i carabinieri sono arrivati nella casa di Tito, dove la ragazzina vive con la madre, la quale le ha dato il cognome, non essendo stata riconosciuta dal padre, l’undicenne ha ammesso che il messaggio scritto su Facebook a Piera Maggio era uno scherzo.