Eligia: ascoltati nuovi testimoni sul delitto dell’infermiera incinta

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Vanno avanti le indagini sull’uccisione di Eligia Ardita. Le ultime notizie da CheDonna.it per la sezione attualità.

Eligia Ardita (screenshot)
Eligia Ardita (screenshot)

Mentre gli investigatori cercano di accertare le modalità del delitto di Eligia Ardita, l’infermiera uccisa a 36 anni dal marito Christian Leonardi mentre era incinta di un bambina all’ottavo mese, si sono tenuti in Procura a Siracusa nuovi interrogatori. Gli inquirenti hanno ascoltato due testimoni che potrebbero essere fondamentali nella ricostruzione dei fatti.

Come riporta Il Giornale di Sicilia, il Procuratore capo di Siracusa Francesco Paolo Giordano e l’aggiunto Fabio Scavone hanno ascoltato un dipendente del 118, intervenuto a soccorrere Eligia la sera del 19 gennaio scorso, dopo che il marito aveva chiamato il numero di emergenza, e una vicina di casa dei coniugi Leonardi.

La testimonianza del dipendente del 118 averbbe permesso agli inquirenti di ricostruire la scena del delitto come si è presentata ai soccorritori al loro arrivo, con tutto quello che era presente nell’appartamento dei Leonardi prima di portare via in ambulanza la povera Eligia, già morta. Il marito, infatti, potrebbe aver ulteriormente inquinato e manipolato, con l’aiuto di qualcuno, l’appartamento di via Calatabiano a Siracusa, dopo aver già tentato di cancellare le tracce dell’aggresione alla moglie prima dell’arrivo dei soccorsi.

La vicina di casa invece è stata ascoltata per accertare ulteriori elementi, come le liti tra Eligia e Christian che pare fossero frequenti, tanto che i vicini non sarebbero intervenuti quando la donna ha urlato mentre veniva uccisa, pensando di trattasse di uno dei soliti litigi, e gli eventuali rumori strani la sera del delitto.

Gli inquirenti non sono convinti della versione di Christian Leonardi, che ha confessato di aver ucciso la moglie in uno scatto d’ira, durante una furiosa lite. Ci sono poi i sospetti sugli eventuali complici che potrebbero aver aiutato l’uomo nell’occultare le tracce del delitto. Secondo i familiari di Eligia, infatti, sarebbe trascorso un tempo troppo breve tra l’uccisione della donna, poco dopo che i genitori lasciarono la casa della figlia dopo essere stati a cena da lei, e la chiamata al 118 per poter cancellare e pulire le tracce del delitto. C’è poi la telefonata al 118, con i suoi inquietanti rumori di sottofondo, a destare ulteriori sospetti. La telefonata è stata esaminata dai carabinieri del Ris.