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Delitto di Pordenone: giallo su due nuovi indagati

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Si infittisce il mistero sul delitto di Pordenone. Le ultime notizie da CheDonna.it per la sezione attualità.

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Il giovane indagato per il delitto di Pordenone, in cui sono stati spietatamente uccisi i fidanzati Trifone Ragone e Teresa Costanza, il caporal maggiore Giosuè Ruotolo, 26 anni commilitone di Trifonee suo ex coinquilino, sarà interrogato martedì prossimo 6 ottobre. Lo hanno riferito i legali del giovane e la notizia è stata confermata dalla Procura di Pordenone.

Ieri, si è consumato un piccolo giallo su due nuovi indagati. Il Corriere della Sera aveva lanciato la notizia, suscitando un certo clamore. Il Corriere, tuttavia, precisava che si trattava di una iscrizione nel registro degli indagati puramente tecnica, dovuta ad un sequestro effettutato nel corso delle indagini. Poche ore dopo, infatti, la Procura di Pordenone firmava la richiesta di archiviazione per i due indagati con il deposito previsto per questa mattina.

Come ha confermato anche il quotidiano Il Piccolo di Trieste, l’iscrizione nel registro degli indagati, che ha riguardato due commilitoni di Ruotolo suoi coinquilini, è stato un atto dovuto “nel contesto degli accertamenti giudiziari”. Il provvedimento era stato preso perché gli inquirenti mercoledì 30 settembre avevano sequestrato un altro computer nell’appartamento di Ruotolo a Pordenone e trattandosi di un’abitazione condivisa con i due commilitoni è stato necesario notificare il sequestro anche a loro, si è trattato dunque di una semplice formalità.

Nel frattempo, sul caso saltano fuori, come d’abitudine, restrscena e indiscrezioni, tutti da verificare. Come riporta sempre Il Piccolo, una signora avrebbe smentito la versione fortina da Giosuè Ruotolo sulle sue frequentazioni con le due vittime, raccontanto che lui, Trifone e Teresa uscivano spesso insieme la sera, dopo la palestra, e andavano a prendere l’aperitivo nel suo locale.

Il quotidiano di Trieste riporta poi un altro elemento molto importante: gli investigatori avrebbero trovato a casa della famiglia di Ruotolo una collezione di armi d’epoca che sarebbero simili a quella che si ritiene sia stata l’arma del delitto. Un elemento ulteriore che potrebbe aggravare la posizione del caporal maggiore qualora dalla collezione dovese risultare la mancanza di un’arma.

Inatnto, si aspetta l’interrogatorio di Giosuè Ruotolo martedì prossimo, sarà la prima volta che il militare risponderà agli inquirenti nelle vesti di indagato. In precedenza era stato ascoltato per tre volte, ma solo come persona informata sui fatti.

Si attendono inoltre i primi risultati degli esami dei Ris sulla pistola trovata nei giorni scorsi nel laghetto del parco vicino alla palestra dove sono stati uccisi Teresa e Trifone e che per gli inquirenti sarebbe l’arma del delitto. Così come sono stati mandati in laboratorio i tamponi prelevati nell’auto di Ruotolo dove i Ris hanno rinvenuto tracce biologiche significative.