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Processo Yara: la testimonianza dei genitori

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Da CheDonna.it per la sezione attualità le ultime notizie sul caso di Yara Gambirasio.

yara-gambirasioIeri si sono riaperte le aule del Palazzo di Giustizia di Bergamo per il processo contro Massimo Giuseppe Bossetti imputato per l’uccisione di Yara Gambirasio, tredicenne scomparsa da Brembate Sopra la sera del 26 novembre del 2010 e ritrovata cadavere tre mesi dopo, il 26 febbraio 2011, in un campo di Chignolo d’Isola.

Nel giugno del 2014, dopo lunghi anni di indagini, ricerche e test del Dna, gli inquirenti sono risaliti a Massimo Bossetti, muratore e padre di famiglia. L’uomo è stato arrestato e rinviato a giudizio per il sequestro e l’omicidio di Yara.

A inizio luglio è iniziato il processo contro Bossetti con le prime udienze davanti alla Corte di Assise, per poi essere sospeso per la pausa estiva. Le udienze sono riprese ieri, con la testimonianza in aula dei genitori di Yara, Maura Panarese e Fulvio Gambirasio.

Sono stati momenti particolarmente toccanti. La mamma di Yara ha descritto la vita e le abitudini della figlia e ha raccontato che il giorno della scomparsa era particolarmente felice perché a scuola aveva preso “voti bellissimi”. La donna ha sorriso più volte ricordando la figlia. Ha detto che nel pomeriggio di sabato 26 novembre, giorno della scomparsa, Yara aveva fatto i compiti a casa, poi era uscita per portare uno stereo in palestra. Non vedendola più tornare, quando ormai si era fatto tardi, la donna ha detto di aver chiamato il cellulare della ragazza, ma le aveva risposto solo la segreteria telefonica, allora aveva chiamato la palestra, da dove però Yara era uscita intorno alle 18:30. Sono così scattate le ricerche e allertati i carabinieri.

Il padre di Yara non ce l’ha fatta a trattenere le lacrime, durante la sua deposizione ha pianto più volte nel ricordare la figlia: “Era il collante, il sale della nostra famiglia – ha detto il papà -, ogni cosa la faceva con una capriola, una giravolta. Era sempre allegra e sorridente: era il prezzemolo della nostra famiglia, la mascotte di casa”. “Dopo quello che è successo – ha continuato Fulvio Gambirasio – ho ripercorso più volte il mio passato per capire se avessi fatto qualcosa a qualcuno che mi potesse riguardare e di cui non mi ero accorto. Ho passato notti intere a pensare che cosa potesse essere successo”. Poi ha spiegato che quando venne arrestato Bossetti, chiese alla moglie di dirgli il nome dell’arrestato: “Quando lo ha fatto, mi sono sentito sollevato perché non lo conoscevo”. Del resto, ha aggiunto Fulvio Gambirasio, “io non ho mai fatto del male a nessuno”.

Il momento più sconvolgente della testimonianza dei genitori di Yara è stato però quando la madre ha raccontato come la figlia fosse rimasta impressionata dall’uccisione di Sarah Scazzi, la ragazzina di Avetrana, di appena due anni più grande di Yara, scomparsa nell’agosto di quello stesso anno e ritrovata cadavere dentro un pozzo a ottobre. La madre di Yara ha riferito questo episodio rispondendo alle domande degli avvocati di Bossetti, che le chiedevano per quale ragione la tredicenne avesse fatto ricerche su internet sulla violenza sulle donne.

Ieri intanto, durante l’udienza, a Massimo Bossetti è stato consentito di uscire dalla gabbia degli imputati e sedere accanto ai suoi avvocati. I genitori di Yara hanno rilasciato la loro deposizione senza mai guardare l’uomo.