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Incredibile scoperta a Johannesburg: l’Homo Naledi, un nostro nuovo antenato

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In una grotta del Sudafrica sono emerse le prove, abbastanza consistenti, dell’esistenza di una specie umana antecedente all’Homo Sapiens e della quale si ignorava, fino ad oggi, l’esistenza.

A rivelarlo il professor Leo Berger, della University of Witwatersrand di Johannesburg.

homo naledi

 

Tratti anatomici assolutamente unici

Sono questi ultimi, uniti alla evidente usanza di seppellire i propri morti, a dare certezza agli studiosi della scoperta di una nuovissima e finora sconosciuta specie umana.

Un nostro antenato, insomma, del quale si ignorava l’esistenza e che, solamente grazie all’interessamento e al contributo della National Geographic Society, se ne è potuto venire a conoscenza.

La ricerca del team che ha trovato i resti di quelli che sembrano essere 15 corpi all’intero della grotta chiamata Rising Star, ad una cinquantina di chilometri dalla capitale sudafricana Johannesburg, è riportata sulla rivista eLife. In quest’ultima è riportato come il ritrovamento di 1550 frammenti ossei, ha fatto sì di poter ricomporre praticamente per intero la fisionomia dell’Homo Naledi (“naledi” significa “stella” in lingua Sesotho, delle tribù di quella zona) rendendolo, di fatto, il più conosciuto della nostra specie sotto questo punto di vista.

Alto all’incirca 1 metro e mezzo e dal peso approssimativo di 45 kg, era dotato di dita arcuate e spalle piuttosto strette. Il primo dettaglio lo vedrebbe capace di arrampicarsi abilmente ma altresì in grado di utilizzare utensili. Le gambe ed i piedi sono particolarmente slanciati, adatti a percorre distanze considerevoli. La sua massa cerebrale doveva essere approssimativamente grande come un’arancia.

A questo va aggiunto, come accennato, una ritualità nel seppellire i propri morti, tipica dell’essere umano e di nessun’altra specie.

La grotta nella quale era stati sepolti i corpi è stata in verità scoperta nel 2013, ma dati gli spazi angusti si è dovuto ricercare un team specifico di donne esili ed esperte del campo per poter infine portare alla luce tutti i reperti individuati.

Il National Geographic dedicarà all’Homo Naledi il numero di Ottobre dal promettente titolo “Almost Human” (“Quasi Umano”).

National Geographic