Kamikaze fa strage di ragazzi turchi, la loro ultima foto

Un gruppo di ragazzi turchi si stava preparando per andare a fare del volontariato a Kobane, ma nella città curda in lotta contro l’Isis non ci sono mai arrivati.

Selfie di ragazzi volontari turchi (dal profilo twitter di Madersahi Barajyikna/dilrike)
Selfie di ragazzi volontari turchi (dal profilo twitter di Madersahi Barajyikna/dilrike)

Alcuni giovani volontari turchi sono morti ieri in un attentato kamikaze a Suruc, città della Turchia al confine con la Siria. La storia da CheDonna.it.

Volontari uccisi in un attentato

Stavano partendo con l’entusiasmo della gioventù, con la voglia di aiutare un Paese in guerra. Alcuni ragazzi turchi, appartenenti alla Federazione dei giovani socialisti, si stavano dirigendo a Kobane, la città curda in Siria divenuta nota alla cronache mondiali perché terreno di battaglia con l’Isis. I ragazzi turchi avrebbero dovuto lavorare alla ricostruzione della città e dei suoi dintorni, ripiantando un bosco, costruendo una biblioteca e un campo giochi.

I loro sogni però sono stati spezzati alla partenza. Mentre si trovavano a Suruc, città turca al confine con la Siria, i ragazzi sono stati coinvolti in un attentato kamikaze, un’esplosione che ha ucciso circa 30 persone. L’esplosione si è verificata ieri mattina presso il centro culturale Amara della città turca, dove i ragazzi si erano riuniti, ed è stata provocata da un’altra giovane, una ragazzina di 18 anni vicina all’Isis. La notizia è stata data dal quotidiano Hurriyet. Oltre cento persone sono state ferite. Con l’attentato sono stati colpiti deliberatamente i giovani in partenza per Kobane.

Alcuni di loro sono ritratti nella foto sopra. Si tratta di un selfie scattato da Madersahi Barajyikna, la giovane in primo piano, nel giorno della vittoria del partito filocurdo Hdp alle recenti elezioni in Turchia. I ragazzi stavano festeggiando lo storico risultato elettorale e molti di loro si stavano preparando per Kobane. Madersahi Barajyikna ha pubblicato la foto ieri sul suo profilo twitter per ricordare in quel momento di gioia gli amici e compagni che non ci sono più.

“Io sono viva, sto bene, la ragazza con la maglietta bianca dietro di me è morta”, ha scritto Madersahi. la ragazza vestita di bianco, sorridente e con i capelli ricci si chiamava Ezgi Sadet, aveva 20 anni. Insieme a lei altri giovani volontari sono morti nell’attentato. Tutti sorridenti nelle foto, tutti con la voglia di fare e aiutare.

Una tragedia immensa, una di quelle che sembrano non voler lasciare speranza in questi tempi bui.

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