La bambina che Merkel ha fatto piangere potrà restare in Germania

Merkel e Reem (screenshot YouTube)

La scena apparsa alla televisione tedesca aveva fatto il giro del mondo e del web. Attirando critiche e e scatenando anche la feroce ironia sui social network.

Merkel e Reem (screenshot YouTube)
Merkel e Reem (screenshot YouTube)

Alcuni giorni fa la cancelliera tedesca Angela Merkel aveva fatto visita ad una scuola per disabili a Rostock, nel nord della Germania. La vista era stata trasmessa in televisione e fra i partecipanti all’incontro con la cancelliera c’era anche Reem, una bambina profuga palestinese, che intervenendo nel dibattito aveva detto a Merkel che le piaceva stare in Germania, si sentiva sicura a differenza di dove viveva prima, un campo profughi in Libano, e che la sarebbe piaciuto continuare a vivere e studiare in Germania. Il suo timore però era che la famiglia potesse essere costretta a lasciare il Paese, perché al padre non era stato riconosciuto il diritto di asilo.

Angela Merkel aveva detto di capire la situazione, ma che per la politica si tratta di decisioni difficili: “Ci sono migliaia e migliaia di persone in Libano e Africa, non possiamo dire a tutti di venire qua”. Mentre la cancelliera spiegava freddamente le sue ragioni, Reem scoppiava a piangere. Il video è diventato virale ed è stato riportato da tutti i siti web e giornali del mondo. Più che alle politiche migratorie della Germania le critiche, mondiali, sono state rivolte all’atteggiamento troppo freddo della cancelliera tedesca, che nel suo tentativo di consolare la bambina ha fatto addirittura peggio.

A poche ore dal questo incidente televisivo, che di certo non ha giovato all’immagine di Merkel, dopo la durezza con cui è stata trattata la Grecia nel negoziato sul salvataggio, è arrivata la buona notizia: Reem Sahwil, 14 anni, potrà restare in Germania con la sua famiglia.

Sulla vicenda è intervenuta la ministra tedesca per le Politiche migratorie, i rifugiati e l’integrazione, Aydan Oezoguz, che ha dichiarato: “Non conosco naturalmente la situazione personale della ragazza, ma parla perfettamente tedesco e vive qui già da tempo. Proprio per persone come lei abbiamo appena modificato la legge, per dare qui da noi una prospettiva ai giovani che si sono integrati”.

La legge, di cui parla la ministra, già approvata dal Parlamento tedesco, entrerà in vigore proprio questa estate e prevede che i giovani o adolescenti stranieri i quali abbiamo vissuto per almeno quattro anni senza interruzioni in Germania possano ottenere il permesso di soggiorno. La nuova normativa, comunque va incontro a tutti quegli stranieri che vivono da tempo in Germania e si sono integrati, ma la cui domanda di asilo non è stata accolta. Si tratta di circa 125.000 persone. D’altro canto, la stessa legge introduce sanzioni per severe, facilitando le espulsioni, per quegli stranieri che non hanno rispettato la legge o non si sono integrati in Germania. E questo non è certo il caso di Reem e della sua famiglia.

Nel frattempo, intervistata dalla tv pubblica tedesca ARD, Reem ha detto: la cancelliera Merkel “ha le sue opinioni e le ha espresse. E va bene così. Io ora come prima cosa me ne farò una ragione, poi spererò che porti qualcosa”.

Sul caso di Reem, il sindaco di Rostock, Roland Methling, ha dichiarato: “Questa famiglia, e vale anche per altri casi simili, non riceverà dalla città anseatica di Rostock alcun avviso di espulsione”. C’è una responsabilità umanitaria, ha spiegato.