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Grecia: raggiunto l’accordo con l’Unione europea, ma Paese umiliato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:42
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E’ stato raggiunto questa mattina in extremis l’accordo per salvare la Grecia.

Conferenza stampa dopo accordo per salvataggio Grecia (THIERRY CHARLIER/AFP/Getty Images)
Conferenza stampa dopo accordo per salvataggio Grecia (THIERRY CHARLIER/AFP/Getty Images)

Al termine di una trattativa estenuante, durata oltre 30 ore, è stato raggiunto “all’unanimità” l’accordo sulla Grecia e i creditori. I particolari da CheDonna.it.

Raggiunto l’accordo sulla Grecia

Con un tweet del premier del Belgio, Charles Michel, questa mattina poco prima delle 9, è stato dato l’annuncio che molti aspettavano, poi confermato dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: il raggiungimento dell’accordo tra la Grecia e i creditori sul piano di salvataggio del Paese. E’ stata una trattativa molto sofferta, che si è temuto non portasse ad alcun esito, dato che la Germania aveva addirittura proposto l’uscita della Grecia dall’euro per un periodo di 5 anni, come aveva chiesto il Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble.

Sembrava che tutto stesse per precipitare, dopo le forti tensioni interne all’Eurogruppo nel weekend. Poi alle 16 è poi iniziata la riunione dei capi di Stato e di governo del Consiglio europeo, che si è conclusa questa mattina alle poco prima delle 9, dopo 17 ore di negoziati. Si è trattato del vertice europeo più lungo, battendo anche il record precedente del vertice di Nizza del 2000.

Al termine della seduta fiume, i Capi di Stato e di governo dell’Unione europea hanno raggiunto all’unanimità l’accordo su un piano di salvataggio da oltre 80 miliardi di euro, ma in cambio sono state imposte condizioni molto dure: la Grecia dovrà approvare le riforme promesse in tre giorni, entro mercoledì, e dovrà istituire un fondo fiduciario di garanzia dei prestiti Ue. Il fondo “privatizzerà asset di Stato per realizzare profitti, e servirà ad abbattere il debito e alla ricapitalizzazione delle banche”, ha spiegato il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Il premier greco Alexis Tsipras ha ottenuto almeno che il fondo sia situato in Grecia e non a Bruxelles.

Quello a favore della Grecia è il terzo piano di salvataggio in cinque anni, dei circa 82-86 miliardi di prestiti, da parte del fondo Salva Stati Esm, 25 miliardi serviranno per ricapitalizzare le banche.

Una trattativa durissima

Importante è stato anche l’intervento di Mario Draghi, che si è speso per evitare l’uscita della Grecia dall’euro, anche scontrandosi duramente con il ministro tedesco Schaeuble.

Durante le trattative del finesettimana, i tedeschi hanno umiliato la Grecia per far pagare a Tsipras la decisione a sorpresa del referendum del 5 luglio scorso. Stando ad indiscrezioni trapelate dalla riunione sembra che Tsipras si sia tolto la giacca davanti ai partner e avrebbe detto: “Prendetevi anche questa”. Comunque, dopo il dramma all’Eurogruppo, durante il Consiglio europeo di queste ultime ore la mediazione delle cosiddette “colombe, Francia e Italia in testa, è riuscita ad ammorbidire la durezza della posizione dei “falchi” guidati dalla Germania.

Parlando alla conferenza stampa al termine del vertice, il premier Matteo Renzi ha confermato che si è trattata di una trattativa molto difficile, anche con toni duri. Renzi ha detto di essere intervenuto lui stesso duramente contro l’umiliazione dei greci, allo stesso tempo però ha biasimato la scelta di Tsipras di aver indetto il referendum del 5 luglio a sorpresa, alzandosi dal tavolo delle trattative, sorprendendo i partner e provocando la forte irritazione della Germania.

L’accordo raggiunto all’unanimità sulla Grecia ha più vantaggi che svantaggi, ha dichiarato la cancelliera tedesca Angela Merkel, ribadendo ce non ci sarà nessun taglio del debito greco, ma forse un prolungamento delle scadenze, a patto che Atene attui le riforme promesse.

Il premier greco Alexis Tsipras ha confermato che la battaglia è stata dura, ma la Grecia ha “lanciato un messaggio di dignità“, arrivando ad un accordo che mette Atene “nelle condizioni di stabilità finanziaria”, per tornare a “lottare per la crescita”. Tsipras ha poi garantito che il peso delle riforme sarà ripartito “secondo criteri di giustizia sociale“, e che questa volta ricadrà anche su coloro “che non hanno pagato con la crisi”.

Grande soddisfazione per la conclusione dell’accordo è stata espressa dal presidente francese François Hollande, che ha assicurato che nelle trattative la Grecia non è stata umiliata. Hollande ha detto che i negoziati si fanno per concludere gli accordi. Di certo questa trattativa ha visto prevalere la linea della Francia che è riuscita a contenere le durezze dei tedeschi.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “In questo compromesso non ci sono né vincitori né sconfitti. Non penso che i cittadini greci siano stati umiliati e non credo che altri europei perderanno la faccia, si tratta di un accordo tipicamente europeo”, ha concluso.