Sardegna: bambina travolta dall’elica di uno yacht

Tragedie che purtroppo accadono in mare d’estate, anche se non dovrebbero.

Motoscafo (Thinkstock)
Motoscafo (Thinkstock)

In Sardegna a Santa Margherita di Pula una giornata di bagni al mare si è trasformata in tragedia. Una bambina di 11 anni è stata travolta e uccisa dall’elica di un motoscafo. La notizia da CheDonna.it.

Bambina travolta da un’elica

Una bambina di 11 anni stava facendo il bagno insieme al padre, 57 anni, nel tratto mare antistante Santa Margherita di Pula, sulla costa sud-occidentale della Sardegna. Era ieri pomeriggio e doveva essere una giornata di divertimento e spensieratezza, ma così non è stato. Padre e bambina si erano appena tuffati da una barca, un moto-yacht di 15 metri, e volevano raggiungere la riva a nuoto. A riva però il padre ci è arrivato con la figlia morente tra le braccia.

La bambina, poco dopo il tuffo, era finita sotto le eliche del moto-yacht riportando ferite letali. E’ morta poco dopo sulla spiaggia.

Stando a quanto si apprende, ma sono solo le prime indiscrezioni da confermare, l’uomo che conduceva lo yacht avrebbe acceso i motori troppo presto, quando il padre e la bambina di 11 anni erano ancora vicini alla barca dopo essersi tuffati in acqua, insieme ad altri adulti e bambini. Un gesto che è stato fatale per la bimba, che risucchiata dalla motrice è stata colpita mortalmente dall’elica. L’urto è stato terribile: le eliche del motore l’hanno dilaniata, con ferite alla testa e al corpo. Sull’acqua è apparsa una grande chiazza di sangue. Quando la bimba è stata portata sulla spiaggia è stata avvolta in teli di spugna, nel tentativo di tamponarle le gravissime ferite. I bagnanti hanno subito allertato i soccorsi, ma per la piccola non c’è stato nulla da fare, è morta sulla spiaggia.

La dinamica dell’incidente è ancora da chiarire con esattezza. Intanto il conducente dell’imbarcazione, amico della famiglia della bambina, è stato denunciato per omicidio colposo. Alcuni testimoni, tra i bagnanti sulla spiaggia, hanno raccontato che il motoscafo era troppo vicino alla riva.

L’uomo ha spiegato ai carabinieri che lo hanno interrogato che credeva che padre e bambina si fossero allontanati a sufficienza per poter mettere in moto la barca e ripartire. Una decisione però che si è rivelata avventata e che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi, visto che diverse persone erano vicine alla barca. Le indagini, ora, dovranno fare piena luce sull’accaduto.

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