Troppe chiamate da compagnia telefonica: donna risarcita

Era stata bombardata dalle telefonate del call center di una compagnia telefonica, il giudice ha deciso che dovrà essere risarcita.

Un call center (FINDLAY KEMBER/AFP/Getty Images)
Un call center (FINDLAY KEMBER/AFP/Getty Images)

Chi di voi non è stato mai chiamato dal call center di una compagnia telefonica che prometteva sconti e promozioni? Praticamente lo siamo stati tutti. Si tratta di telefonate continue ed ossessive, che non ci lasciano tregua. Alle volte è difficile mantenere la pazienza, soprattutto quando la stessa compagnia telefonica insiste a chiamarti per molti giorni, anche di seguito. E’ quello che ha accaduto ad una donna americana, che esasperata ha citato in giudizio la compagnia telefonica e il giudice le ha dato ragione. I particolari da CheDonna.it.

Tormentata dalla compagnia telefonica ottiene un maxi-risarscimento

Araceli King è una donna che vive a Irving, in Texsas. e che è stata letteralmente assalita da una compagnia telefonica con continue chiamate per offerte promozionali. La donna in meno di un anno ha ricevuto 153 telefonate. Esasperata ha deciso che era arrivato il momento di dire e basta e far smettere la compagnia, la Time Warner Cable Inc., citandola in giudizio e chiedendo un risarcimento danni per il continuo disturbo.

Il giudice Alvin Hellerstein ha dato ragione alla donna e ha definito il comportamento della compagnia telefonica simile ad un vero e proprio stalking, condannadola a pagare a titolo di risarcimento la somma di 229.500 dollari, circa 200mila euro. Un maxi risarcimento con cui il giudice ha voluto chiaramente punire la Time Warner Cable Inc. per il suo comportamento vessatorio.

Tutto era nato dal fatto che il numero di telefono cellulare di Araceli King apparteneva prima ad un uomo, un certo Luiz Perez, e la compagnia cercava lui per le offerte promozionali. Dopo che la donna ha spiegato ad un rappresentante della società che il proprietario del numero era cambiato e che lei non era interessata alle promozioni, la compagnia telefonica ha tuttavia continuato a chiamarla lo stesso, di continuo. Le telefonate, fatte per lo più attraverso sistemi automatici, sono continuate anche quando la donna aveva già citato in giudizio la Time Warner, un anno fa, a marzo del 2014. Dopo quella data, King ha ricevuto altre 74 chiamate.

Per questo il giudice ha ritenuto il comportamento della compagnia particolarmente biasimevole, perché nonostante gli avvertimenti di Araceli King sul mutato titolare del numero di telefono e la richiesta di non essere più disturbata, la compagnia ha continuato imperterrita, violando in questo modo il Telephone Consumer Protection Act del 1991. Pertanto, il giudice l’ha sanzionata a risarcire fino a 1500 dollari a telefonata.

L’avvocato della donna, Sergei Lemberg, ha espresso soddisfazione anche a nome della sua cliente sull’esito della causa e ha avvertito che la condanna della Time Warner Cable Inc. rappresenta un messaggio rivolto a tutti i consumatori vessati dalle troppe telefonate pubblicitarie invitandoli a “smettere di sopportare”. E anche un messaggio alle aziende, ovvero che è necessario prestare attenzione agli esseri umani anche quando viene utilizzata la tecnologia per fare chiamate promozionali. La compagnia ha fatto sapere tramite un portavoce che sta valutando come procedere.

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