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Si tratta per tenere la Grecia nell’Euro. Banche chiuse

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:16
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Le banche restano chiuse, mentre si cercano soluzioni per evitare l’uscita della Grecia dall’Euro.

Persona in fila al bancomat ad Atene (ANGELOS TZORTZINIS/AFP/Getty Images)
Persona in fila al bancomat ad Atene (ANGELOS TZORTZINIS/AFP/Getty Images)

Il governo greco ha deciso di prolungare la chiusura delle banche nel Paese, in attesa di trovare uno sbocco alla trattativa con gli altri Paesi europei, dopo il precipitare della situazione a seguito della schiacciante vittoria dei ‘no’ al referendum sulle richieste dei creditori, su tutti dell’Unione europea, per continuare a sostenere la Grecia. Gli ultimi sviluppi da CheDonna.it.

Banche ancora chiuse in Grecia

Il limite del prelievo giornaliero ai bancomat greci continua ad essere di 60 euro al giorno, motivo per cui i cittadini si recano quotidianamente agli sportelli automatici per raccogliere la modica quantità di contanti che viene loro consentita per affrontare le spese giornaliere. Un limite che non si applica ai turisti, anche se i tour operator consigliano a chi va in vacanza in Grecia di portarsi dietro più contanti del solito, nell’eventualità che i bancomat rimangano a secco. Per ovviare alla ridotta disponibilità di liquidi, il governo ha messo a disposizione gratuitamente i mezzi pubblici, autobus, metropolitana e treni regionali. Un servizio di cui possono beneficiare anche i turisti. Le banche resteranno chiuse almeno fino a domani se non addirittura per l’intera settimana.

Nel frattempo, a livello europeo si cerca di fare di tutto per evitare la temuta Grexit, ovvero l’uscita della Grecia dalla moneta unica europea. Ieri a Parigi si è tenuto un vertice d’urgenza tra il presidente francese Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Oggi alle 18 è in programma a Bruxelles un vertice straordinario dei Capi di Stato e di governo della Ue, preceduto alle 13 da una riunione dell’Eurogruppo (il consiglio dei Ministri delle Finanze della zona euro), per dipanare l’intricata matassa in cui ci si è incastrati. Ma non sarà facile.

Il governo di Atene, a seguito delle dimissioni del Ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha nominato come sostituto Euclid Tsakalotos, che era stato finora il capo della delegazione greca nei negoziati con l’Unione europea. Intanto, il premier Alexis Tsipras ha presentato le sue nuove proposte alla Ue per trovare un accordo. La Germania, però, rimane sulle sue posizioni, ribadendo che “al momento non ci sono presupposti per nuove trattative”, come ha dichiarato il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert. “La porta resta sempre aperta”, ha aggiunto, ma visto il risultato del referendum “al momento non ci sono i presupporsi per nuove trattative su altri programmi di aiuto”. “Tutto dipende da Atene”, e “dalle proposte che la Grecia metterà adesso sul tavolo”, ha precisato.

Allo stesso tempo, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker vuole fare di tutto per evitare l’uscita della Grecia dall’euro. “Voglio evitare la Grexit, sono contrario, cercherò di evitarlo fino alla fine”, ha detto parlando alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. E accusando i tedeschi Juncker ha affermato: “C’è chi di nascosto punta sull’uscita della Grecia. In Europa non esistono risposte facili. La commissione Ue farà in modo che riprendano i negoziati”. Quindi: “Il ruolo della Commissione Ue rispetto alla Grecia viene molto criticato in alcuni Stati, specialmente dove si parla tedesco – ha sottolineato Juncker -. O si vuole una Commissione politica o la vogliono di alti funzionari. Io sono un politico“, ha ribadito il presidente della Commisisone, “è sorprendente che riguardo alla Grecia si possano esprimere tutti tranne il sottoscritto, non mi lascio mettere la museruola, sono stato eletto. Lo stesso vale per il presidente del Parlamento Ue, che non è una tigre di carta e può esprimersi”.

“È tempo che torni il buon senso”, ha detto ancora Juncker, ed è arrivato il momento di “tornare a negoziare”. Critiche sono state rivolte anche ad Atene: è “inaccettabile per la Commissione essere chiamati terroristi” dal governo greco. “Il governo greco ci deve dire come si vuole districare da questa situazione”, che “non si risolve in una notte”: “Servono proposte concrete”, ha incalzato Juncker. I greci e il resto dell’Europa “possono contare sulla Commissione”, ha assicurato.

Nel frattempo, però, l’economia greca rischia di essere ulteriormente danneggiata dal prolungarsi dell’incertezza. La chiusura delle banche e il limite ai prelievi riducono le possibilità di fare acquisti e investimenti, paralizzando un Paese già fermo. Mentre tra i turisti stranieri c’è chi si è fatto prendere dal panico del rischio di tracollo finanziario e degli scontri di piazza nelle grandi città e ha preferito cancellare le prenotazioni. A quanto si apprende, nella scorsa settimana, quando le banche e la Borsa di Atene sono rimaste chiuse, ci sono state 300.000 cancellazioni di prenotazioni turistiche, al ritmo di quasi 50.000 al giorno. Lo ha scritto il quotidiano ateniese To Vima.

Se la situazione di stallo non sarà risolta al più presto e se soprattutto non verrà confermata la concessione di liquidità alle banche greche da parte della Bce, gli scenari potrebbero davvero precipitare in un’emergenza da stato di guerra.