Processo Yara, Bossetti fiducioso nella giustizia

Si è aperto ieri a in Corte di Assise a Bergamo il processo contro Massimo Giuseppe Bossetti, accusato dell’uccisione della tredicenne Yara Gambirasio.

bossetti-6403Al via il processo contro il muratore Massimo Bossetti, da un anno in carcere con l’accusa di aver sequestrato e ucciso Yara Gambirasio, tredicenne di Brembate Sopra. Le ultime notizie sul caso da CheDonna.it.

Il processo contro Bossetti

Ressa di giornalisti e curiosi davanti al Tribunale di Bergamo per l’inizio del processo contro Massimo Giuseppe Bossetti. Alcuni cronisti sono giunti perfino dall’estero, dove il caso della povera Yara Gambirasio ha fatto notizia.

Il muratore, in carcere dal 16 giugno 2014 quando gli inquirenti risalirono a lui tramite lunghe e complesse analisi del dna, era presente alla prima udienza del processo che lo vede imputato per l’omicidio di Yara. L’uomo è stato fatto entrare da un ingresso secondario del Tribunale, per evitare giornalisti e fotografi, trasportato da un furgone della Polizia penitenziaria. In aula è stato fatto entrare nella gabbia degli imputati.

Assenti i genitori di Yara che hanno deciso di partecipare solo alle udienze in cui dovranno testimoniare. La famiglia della tredicenne ha continuato a tenere un comportamento discreto, scegliendo di evitare il clamore che casi come questo suscitano. I genitori della ragazza si costituiranno parte civile. In aula non c’erano nemmeno la moglie e la madre di Bossetti.

L’udienza di ieri è stata di carattere prevalentemente tecnico. Gli avvocati difensori del muratore, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, hanno chiesto ai giudici di dichiarare la nullità del prelievo del dna che fu fatto al muratore a sua insaputa, durante un finto controllo del tasso alcolemico, a seguito del quale gli inquirenti accertarono che il dna di Bossetti coincideva con quello di Ignoto 1, l’uomo che ha lasciato molte tracce sul corpo della piccola Yara. Secondo la difesa del muratore, infatti, quel prelievo avrebbe dovuto essere eseguito con le garanzie difensive perché, hanno spiegato, “non si può dire che il signor Bossetti il 15 giugno dell’anno scorso non fosse indagato”. Fu arrestato il giorno dopo, il 16 giugno. La difesa ha poi eccepito la nullità del capo di imputazione perché riguardo all’uccisione di Yara fa riferimento a due luoghi differenti, Brembate di Sopra e Chignolo d’Isola.

Massimo Bossetti, raccontano i cronisti che erano presenti in aula, ha mostrato segni di nervosismo durante l’udienza, testimoniati dal continuo movimento dei piedi. L’uomo era abbronzato e vestito in modo casual, indossando jeans e polo grigio scuri. Nella gabbia di vetro, in cui è stato condotto, era seduto su una sedia, davanti ad un tavolo, di fronte ai giudici e con il pubblico alle spalle.

Al termine dell’udienza, Bossetti ha detto al suo avvocato Claudio Salvagni: “Mi sento più tranquillo, ho molta fiducia nella giustizia“.

L’udienza è stata rinviata al 17 luglio, quando i giudici decideranno sulle eccezioni presentate dalla difesa, a cui la Procura di Bergamo ha fatto opposizione. In quella data, i giudici decideranno anche se ammettere le telecamere in aula. La famiglia di Yara e il Pubblico Ministero sono contrari, mentre la difesa di Bossetti vorrebbe che il processo fosse trasmesso in tv.

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