Selfie con figlia contro la discriminazione delle bambine in india

Una bella campagna sui social network contro la discriminazione delle bambine in India.

Ragazze indiane si scattano un selfie (SAM PANTHAKY/AFP/Getty Images)
Ragazze indiane si scattano un selfie (SAM PANTHAKY/AFP/Getty Images)

Si chiama #SelfieWithDaughter, ovvero “selfie con la figlia“, ed è la campagna lanciata sui social dal Primo Ministro indiano Narendra Modi per combattere la discriminazione contro le figlie femmine diffusissima in India. La storia da CheDonna.it

Papà e figlie insieme in un selfie

Una iniziativa molto graziosa e simpatica ma che si propone di contrastare un dramma molto grave in India, quello della discriminazione contro le bambine che spesso porta ad aborti selettivi o ad infanticidi nelle famiglie che desiderano solo figli maschi.

Contro questa barbarie è intervenuto il Primo Ministro indiano Modi che ha lanciato l’hashtag #SelfieWithDaughter invitando tutti i padri indiani a farsi fotografare con le loro figlie. In molti hanno aderito, postando sui social foto sorridenti e affettuose con le loro figlie, bambine e ragazze.

“Beti Bachao, Beti Phadao”, ovvero “Salva tua figlia, Istruisci tua figlia” è lo slogan della campagna lanciata dal premier. Un’idea che peraltro aveva già avuto il sindaco di un villaggio dello Stato di Haryana, nel nord dell’India, dove il divario demografico tra i sessi è molto alto, segno che vengono praticati aborti o infanticidi di bambine. E’ stato questo sindaco a promuovere la campagna dei selfie, lanciando un concorso fotografico su Whatsapp. Il Primo Ministro Modi, venuto a conoscenza dell’iniziativa, l’ha apprezzata molto e rilanciata su scala nazionale.

Alcune attiviste indiane hanno però criticato il premier, per avere in passato molestato delle ragazze, e hanno invitato a non condividere con lui i selfie. A parte queste accuse, comunque, la campagna ha riscosso un grandissimo successo, con centinaia e centinaia di selfie di padri con le figlie, anche da personaggi dello spettacolo. Con l’auspicio che questa iniziativa possa iniziare a cambiare la cultura indiana ancora troppo condizionata dalla violenza e dalla discriminazione nei confronti delle donne e delle bambine.

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