Gianna Nannni patteggia sull’evasione fiscale

Gianna Nannini (Andreas Rentz/Getty Images)

Accusata di evasione fiscale Gianna Nannini chiude il contenzioso con il Fisco con un patteggiamento.

Gianna Nannini (Andreas Rentz/Getty Images)
Gianna Nannini (Andreas Rentz/Getty Images)

La famosa cantante era stata accusata di aver sottratto al fisco quasi 4 milioni di euro. La storia da CheDonna.it.

Evasione fiscale: Gianna Nannini patteggia

Era stata accusata di aver evaso 3 milioni e 750 mila euro con la sua società. Gianna Nannini ha concluso un accordo conciliativo con l’Agenzia delle Entrate, a cui pagherà un risarcimento, e ha chiesto il patteggiamento nel procedimento penale per evasione fiscale. Patteggiamento che le è stato concesso dal gup di Milano, che ha inflitto alla cantante una condanna ad un anno e due mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena e la non menzione nel casellario giudiziale. Nannini ha ottenuto anche il dissequestro della tenuta di campagna, in provincia di Siena, che le era stata sequestrata un anno fa dalla Guardia di Finanza.

Gianna Nannini ha fatto sapere, tramite il proprio avvocato Giulia Bongiorno, che la decisione di chiedere il patteggiamento è stata determinata dalla volontà di chiudere un “doloroso capitolo giudiziario” e ha ribadito “l’assoluta trasparenza della propria condotta”.

La cantante era stata accusata dai magistrati di Milano di avere creato dei legami fittizi con società all’estero per non pagare le tasse in Italia sulle royalties di dischi e concerti, sottraendo al fisco la cifra di 3 milioni e 750 mila euro, negli anni dal 2007 al 2012.

L’inchiesta della Procura di Milano era partita un anno fa. I Pm accusavano Nannini di avere interposto alla sua società milanese Gng Musica srl, di cui è proprietaria e amministratore unico, e le case discografiche Sony e Universal, estranee alle accuse, una società di diritto irlandese, Bad&Worth Limited, e un’altra di diritto olandese, Z-Music Enterprise B.V, prive di una vera e propria struttura, mettendo in atto il cosiddetto “sandwich”, praticato da molte società per evitare di pagare le tasse nel proprio Paese di origine e e beneficiare in questo modo dei regimi fiscali più favorevoli di Irlanda e Olanda.

Inoltre, sempre secondo i magistrati milanesi, dei quasi 4 milioni di euro sottratti al fisco illecitamente, una parte, 126mila euro, sarebbe stata evasa detraendo dalle dichiarazioni dei redditi alcuni costi che erano stati indicati come “inerenti attività canora” (ad es, attrezzature per i concerti), ma che in realtà, per l’accusa, sarebbero derivati dall’acquisto di arredi e decorazioni per una casa che la cantante possiede in un bosco vicino a Piacenza.

Con parte dei 3 milioni e 750 mila euro della presunta evasione Gianna Nannini avrebbe acquistato un appartamento a Londra nel quartiere di South Kensington per circa 1,1 milione di euro.

Durante l’inchiesta l’avvocato della Nannini aveva depositato alcuni documenti che avrebbero escluso alcune fatture dall’evasione fiscale, riducendo l’importo complessivo della somma presuntivamente sottratta al fisco a 1 milione e mezzo di euro. “L’Iva è stata pagata dalla Sony”, ha spiegato l’avvocato Bongiorno. Con la riduzione della cifra evasa, la difesa della Nannini ha potuto trovare un accordo per il patteggiamento con il pm di Milano Adriano Scudieri. Accordo che è stato accolto dal gup Fabio Antezza.

“Gianna Nannini, amareggiata e sorpresa dalla vicenda, nel ribadire l’assoluta trasparenza della propria condotta, nega recisamente qualsiasi interposizione fittizia con società estere e sottolinea che gli addebiti sono riferibili esclusivamente all’operato di soggetti terzi nei quali nutriva una sconfinata e tuttavia malriposta fiducia”, ha dichiarato l’avvocato Giulia Bongiorno.