Ragazza muore di cancro: non ascoltata dai medici

Tragica fine per una ragazza inglese di 19 anni.

Ospedale (Christopher Furlong/Getty Images)
Ospedale (Christopher Furlong/Getty Images)

Si era ammalata di cancro e aveva trovato la spiegazione dei suoi sintomi su internet, ma i medici non l’hanno voluta ascoltare. Una incredibile storia dall’Inghilterra. Ve la racconta CheDonna.it.

Morta di tumore, non ascoltata dai medici

Bronte Doyne, inglese di 19 anni, è morta il 23 dicembre del 2013 a causa di un tumore al fegato. La ragazza era convinta di essere affetta da una rara forma di tumore, il carcinoma epatocellulare fibrolamellare, dopo aver trovato riscontro ai propri sintomi tramite una ricerca su Google. I medici, tuttavia, scettici sulle ricerche su malattie tramite internet, non avevano dato peso alle sue parole, ritenendo che la ragazza si fosse sbagliata, facendosi suggestionare come capita a molti che cercano informazioni sul web. Invece erano loro a sbagliarsi. Solo adesso, a distanza di quasi due anni dalla morte della ragazza, i medici hanno riconosciuto l’errore e si sono scusati. La tragica storia è raccontata dal quotidiano britannico Telegraph.

L’ospedale di Nottinngham, dove la giovane è stata curata, ha ammesso di non aver prestato “attenzione sufficiente” alle parole di Bronte e ha riconosciuto di dover “entrare nell’era digitale”. “Smettila di cercare i tuoi sintomi su Google”, dissero i medici alla ragazza; ma avevano torto in questo caso. Le informazioni sulla sua malattia, raccolte su internet dalla ragazza, avrebbero potuto salvarle la vita. Se solo i medici le avessero dato ascolto. Certo, occorre molta cautela e attenzione nel selezionare e valutare le informazioni che si trovano in rete, ma non tutto è da buttare e alle volte si possono scoprire cose importantissime. Il primo criterio di discernimento sta proprio nell’autorevolezza della fonte che diffonde un certo tipo di informazioni.

La malattia

La giovane Bronte Doyne aveva compiuto 18 anni quando i medici le diagnosticarono un cancro al fegato. Era stata sottoposta alle cure di routine per questo tipo di malattia e anche ad un intervento chirurgico. Dopo 16 mesi, terminate le cure, i medici le dissero che non doveva preoccuparsi, che l’intervento era riuscito e che sarebbe sopravvissuta alla malattia. La ragazza e i suoi familiari, però, nel frattempo avevano cercato su internet i sintomi della malattia ed erano convinti che si trattasse di una forma di tumore più grave, che presto sarebbe tornato. I medici però non li hanno ascoltati.

La madre di Bronte ha raccontato al Telegraph: “Le uniche informazioni che abbiamo avuto le abbiamo trovate attraverso un sito della Fondazione del cancro fibrolamellare, che ha sede negli Stati Uniti, e che ha un forum internazionale. Non si trattava semplicemente di una ricerca qualsiasi su Google, ma di una Fondazione seria legata alla Casa Bianca: eppure quest’aspetto non è stato preso in considerazione dai sanitari, che ci hanno semplicemente sconsigliato di continuare a fare ricerche su Google. Ci hanno detto che l’operazione avrebbe curato totalmente il tumore, ma le informazioni trovate online dicevano altrimenti. Abbiamo chiesto insistentemente se c’erano possibilità secondo loro che il cancro tornasse, e loro ci hanno detto che le nostre preoccupazioni non avrebbero aiutato la ragazza”. Un racconto drammatico, che testimonia tutta l’impotenza della famiglia di Bronte.

Purtroppo anche quando la ragazza riprese a stare male i medici non l’hanno ascoltata, sottovalutando i suoi sintomi. Addirittura sei settimane prima di morire tornò in ospedale, perché era peggiorata, ma un medico le aveva risposto che la visita non era necessaria. La trattò perfino con sarcasmo e sufficienza. Solo dieci giorni prima di morire Bronte fu ricoverata presso un’unità oncologica per ragazzi, ma ormai era troppo tardi.

Ora le scuse dell’ospedale.

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