“Donne in Noir”: intervista a Marta Perego

11212480_10207012148169065_1745294031_n

Marta Perego, lavora in tv da quando aveva 21 anni, conducendo programmi culturali come Ti racconto un libro e Adesso Cinema.

Dal 15 al 19 giugno, sarà impegnata su Top Crime, nella conduzione di Donne in noir, un progetto tutto al femminile che la vedrà impegnata in interviste a cinque scrittrici che si sono occupate di noir in tutte le sue sfumature (dal gotico, al thriller psicologico, al giallo, al noir erotico, ecc).

Mistero, oscurità, paura in cinque puntate che vi faranno conoscere il meglio della narrativa nera al femminile.

Noi l’abbiamo intervistata per scoprire un po’ di più sia sul programma tv Donne in noir, che sul suo talento poliedrico.

Come hai iniziato la tua carriera giornalistica e televisiva?

Ho iniziato per caso, dopo un diploma al liceo classico, una laurea in Art Management, tanti libri sul comodino e parecchi e confusi sogni nella testa. In realtà occuparmi di cultura in tv era il mio desiderio da sempre, ma non credevo che sarebbe stato possibile. Ho incontrato sul mio cammino luoghi e persone che mi hanno permesso di farlo – dal primo stage a Class CNBC fino alla collaborazione con IRIS Mediaset iniziata nel 2008. Nell’ultimo anno, dopo 10 anni di tv e gavetta sono arrivate tante conferme. Dalla collaborazione con LaEffe, per cui sarò inviata in alcuni festival culturali italiani, la cura e conduzione di “Donne in Noir”su Top Crime, fino alla partecipazione al programma di Achille Bonito Oliva “Fuori Quadro”, in onda la domenica alle 13.25 su Raitre. Intanto continuo ad occuparmi di cinema per IRIS con il programma Adesso Cinema!

DSC_3455Da conduttrice di programmi culturali, quali “Ti racconto un libro” e “Adesso cinema”, potresti citare due titoli di romanzi e due di film che consiglieresti vivamente ai fan di CheDonna?

Consigliare libri e film è sempre complicato. Mi rifaccio alle mie ultime visioni e letture:

LIBRI

“Bark” di Lorrie Moore. Tra le voci più importanti della narrativa americana, ha confezionato una raccolta di racconti che ruota attorno ai temi del fallimento, la crescita in età adulta (il senso è: non si smette di crescere mai), la maternità. Il punto di vista è cinico, ironico, mai scontato. Ti ricorda che gli esseri umani sbagliano, sono indecisi, fanno pasticci. Quindi non sgridiamoci troppo…

“I miei piccoli dispiaceri” di Miriam Towes. Altro libro uscito da poco per Marcos Y Marcos. Una voce femminile insolita per un romanzo che fa sorridere affrontando temi drammatici. La storia  quella del rapporto tra due sorelle. Una perfetta, bravissima, moglie impeccabile. L’altra incasinata, con figli da uomini diversi e che vede la sorella come un faro. Il problema è che questo “faro” ad un certo punto decide che la sua vita è finita…Come si fa a salvare dal suicidio e da un’inspiegabile disperazione la persona più importante della tua vita? Un libro che racconta l’essere donna da un diverso punto di vista. Forse più crudele del solito, ma anche più vero.

foto (3)FILM

Chi ha paura di Virginia Woolf? Un grande classico di Mike Nichols che ho recuperato da poco. Idiosincrasie e incomprensioni nelle coppie in un dramma di impianto teatrale che fa scuola e insegna molte cose su quanto ci si possa fare del male a vicenda seduti su una poltrona. Con una straordinaria Liz Taylor.

Estate romanaE’ il terzo film di Matteo Garrone, quello che viene prima de L’imbalsamatore. La storia è quella di un’attrice, Rossella Or, ex nome di punta delle avanguardie teatrali romane degli anni Settanta. Torna nella sua città, Roma, dopo anni di lontananza. Trova una città diversa, che ha perso verve ed entusiasmo, come le persone che incontra: stralunate e senza scopo. In un’esplosione di immagini e guizzi registici, il film è il racconto di una donna che vede la sua vita scivolarle dalle mani. C’è il tema del fallimento e della perdita di ideali. Ci sono la paura di invecchiare e una riflessione sul senso – e non senso- del ritorno. Un grande film del regista che di lì a poco avrebbe conquistato tutti con Gomorra.

DSC_3466Il tuo regista preferito?

Una domanda complicatissima! Non so dirti chi sia il mio regista preferito. Ho visto troppi film e mi sono affezionata a troppe storie, personaggi, visioni. Potrei citarti Fellini, Antonioni, Bergman… ma anche Spike Lee, Martin Scorsese, Billy Wilder…. posso però dirti tre film che al momento mi vengono in mente per definire il mio “gusto” cinematografico.

Mimì metallurgico ferito nell’onore: perché ogni volta che lo vedo rimango stravolta dall’immensità di Mariangela Melato. Un film che mi entusiasma sempre, anche se lo so praticamente a memoria. Commedia intelligente e cattiva, come non ce ne sono più.

Spider di David Cronenberg: l’ho rivisto poco tempo fa in tv. Adoro i film che giocano sul filo della follia, del noir e della psiche. Impazzisco per Patrick McGrath (lo scrittore da cui è stato tratto il film) e se dovessi citarti un altro esempio ti direi L’inquilino del terzo piano di Polanski o David Lynch, tutto.

Le relazioni pericolose; Adele H.; Ragione e sentimento. Ho un debole per le storie in costume, lo ammetto. Se parlano d’amore con un po’ di dolore ancora di più. Se sono ambientate nell’Inghilterra vittoriana o, ancora meglio, di fine Settecento, mi attacco allo schermo e non mi scollo più.

Il tuo scrittore preferito?

Altra domanda complicatissima. Da Jane Austen a Donna Tartt lo spettro è grande. Davvero, è durissima. Mi piacciono Natalia Ginzburg e Simenon, ma anche Jennifer Egan, Jonathan Franzen e Dave Eggers. Impazzisco per i racconti di David Sedaris, ma anche per Alice Munro. Tre autrici che consiglierei alle vostre lettrici sono: Siri Hustvedt, per chi ama le introspezioni psicologiche e il racconto della donna contemporanea, Shirley Jackson per chi ha gusti più vintage e Elena Ferrante, candidata allo Strega. L’amica geniale è una tetralogia avvolgente, che ti cattura e non ti lascia.

DSC_3404Il servizio giornalistico più interessante che hai realizzato?

Molti. Ma forse l’intervista ad Amos Oz a casa sua a Tel Aviv, mentre mi versava caffè bollente in una tazza e mi mostrava le foto di figli e nipoti. Oppure la lunga intervista ad un mito come Lucia Bosè, una donna che lasciò tutto, carriera e cinema per volare in Spagna al seguito di un torero, per amore.

Dal 15 al 19 giugno su Top Crime andrà in onda “Donne in noir” un programma tutto rosa… ci sveli qualche curiosità?

5 interviste, 5 puntate per indagare il noir al femminile in tutte le sue declinazioni. Dall’indagine sociale di Elisabetta Bucciarelli, al noir erotico di Sara Bilotti, passando per il thriller psicologico di Lorenza Ghinelli, le venature rosa di Rosa Teruzzi e il gotico di Barbara Baraldi. Un progetto realizzato tutto al femminile: dalla channel manager di Top Crime, Geraldina Neri, la produttrice Annamaria Fontanella, la regista Elva Ciampi e le due film maker. Per sfatare il mito che le donne non sanno fare squadra…

Un sogno ancora da realizzare?

Imparare a cucinare! Scherzo. Vado avanti così, scegliendo solo progetti e programmi in cui credo. Poi si vedrà. Non mi pongo obiettivi precisi, se non lavorare e cercare di cogliere tutte le buone occasioni che mi verranno proposte.

Un piccolo suggerimento a chi desidera calcare le tue orme?

Crederci sempre, non mollare mai, studiare, prepararsi ogni volta. Sorridere, ma solo se te la senti e pensare che in fondo, comunque vadano le cose, è solo lavoro.

Silvia Casini

Da leggere