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“Dog walker”. La professione da 3mila euro al mese!

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Portare a spasso il proprio cane può essere senz’altro un piacere, soprattutto quando la giornata è splendida e si ha del tempo libero per poterlo fare.

Il problema sorge quando invece, per impegni lavorativi o altro, questo piccolo piacere diventa un vero e proprio sacrificio.

Per questo motivo da diversi anni esiste la figura del “dog sitter” che aiuta i padroni degli amici a quattro zampe proprio in questo.

In Inghilterra però si è andati addirittura oltre e non crederete a quello che leggerete!

dog walker

 

Paga da 10 a 12 sterline l’ora

Uno stipendio che, a conti fatti, in una giornata di lavoro (8 ore) può portare nelle tasche circa 100 sterline al giorno. Il che frutta un guadagno medio di 26.500 sterline pari a quasi 3000 euro al mese.

Sembra assurdo ma è proprio così. O almeno è quanto emerge da un recente articolo dell’inglese “The Times”.

L’annuncio riportato a mo di esempio sul quotidiano londinese è ai limiti del comico ma fa ben intuire quanto effettivamente alcune persone abbiano necessità di una figura “particolare” e “specializzata” nel settore: “Cercasi persona che ami camminare a lungo nella pioggia, non ha problemi a passeggiare senza mete precise e soprattutto è entusiasta di raccogliere deiezioni canine”.

Ebbene questa figura “specializzata” altri non è che il “Dog walker“, evoluzione, come abbiamo detto, del più classico “dog sitter“.

Una professione, quella del “Dog walker” appunto, ormai assolutamente riconosciuta in Inghilterra dove iniziano a proliferare agenzie e siti internet dedicati. Grazie a questi ultimi si cerca di andare incontro alle esigenze dei possessori di cani (e animali in genere) i quali, per i più svariati motivi la maggior parte delle volte legati alla professione svolta, non hanno sufficiente tempo da dedicare alle loro bestiole.

Una professione, come abbiamo visto, molto ben remunerata e che vedrà, ben presto, nascere quasi certamente un proprio sindacato.

In questi tempi di crisi chissà se anche in Italia non possa diventare, anche questa, un’attività lavorativa a tutti gli effetti consentendo così a molti disoccupati di unire l’utile al dilettevole: guadagnarsi un buon stipendio e farsi delle belle passeggiate all’aria aperta.