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Fabio e Mingo interrogati per sei ore in Procura a Bari

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Gli ex inviati baresi di Striscia la Notizia, conosciuti come “Fabio e Mingo”, Fabio De Nunzio, Domenico De Pasquale e sua moglie Corinne Martino, sono stati interrogati per più di sei ore dal pm Isabella Ginefra in Procura di Bari nell’ambito delle indagini sulla presunta simulazione di reato di cui sono accusati.

fabio e mingo

La vicenda riguarda un servizio andato in onda nel marzo del 2013 su un presunto falso avvocato che sarebbe stato interpretato da un attore.
L’avvocato Francesco Maria Colonna ha reso noto che “la Procura ha accolto l’istanza presentata affinché gli stessi venissero ascoltati relativamente alla questione per la quale si sono interessati i quotidiani, attinente il programma Striscia la Notizia. Detto atto istruttorio si è svolto ed i miei assistiti hanno risposto ampiamente ad ogni domanda”.

“Premesso che non possono e non devono essere pubblicate e comunicate a terzi notizie afferenti gli atti istruttori nella fase delle indagini preliminari, i miei assistiti indiranno una conferenza stampa”, ha poi annunciato il legale.

Fabio e Mingo a servizio come attori e non giornalisti

Dal canto loro Fabio e Mingo hanno sempre sottolineato di aver rispettato le loro mansioni come “prestazione di attori nell’ambito dei servizi, prodotti esclusivamente nel rispetto delle precise indicazioni ricevute assecondando, sempre, gli autori del programma nella scelta e nelle modalità di esecuzione dei servizi stessi”. Ovvero i due indagati hanno voluto ribadire che non sono degli inviati. Tanto che lo stesso Mingo ha ricordato che “io non sono giornalista, io di mestiere recito“. Insomma i due inviati si difendono spiegando che il loro lavoro a Striscia non deve essere considerato come quello di un giornalista per cui i loro servizi non sarebbero dei “falsi scoop”, bensì degli sceneggiati.

Elementi che probabilmente i due “inviati” chiariranno in conferenza stampa.