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Sei disoccupato? Ti spetta una social card

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Non hai lavoro? Ti aiuta lo Stato. Si, è vero, l’affermazione può apparire utopistica ma, a ben indagare, qualche progetto di reale sostentamento per chi è colpito dalla disoccupazione esiste anche in Italia. Se funziona o meno è però cosa controversa.

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CheDonna.it ha setacciato per voi il web in cerca di informazioni circa la social card disoccupati. Di cosa si tratta? Ve lo spieghiamo noi.

Cosa è la social card disoccupati e come funziona

Erede della social card sperimentale introdotta nel 2013 in 12 grandi città italiane, la carta dedicata ai disoccupati si presente come una sorta di ricaricabile su cui, ogni due mesi, viene accreditata una cifra tra i 231 e i 400 euro che le famiglie possono spendere per pagare bollette, fare la spesa e molto altro ancora.

A differenza della carta acquisti, riservata a bambini sotto i 3 anni e ultrasessantacinquenni, questa carta è pensata per l’intero nucleo familiare e prevede dunque cifre ben più sostanziose.
I fondi sono così distribuiti:
  • Famiglie con 2 membri: importo social card mensile è di 231 euro.
  • Famiglie da 3 persone: 281 euro.
  • Nuclei con 4 membri: 331 euro.
  • Nuclei con 5 o più persone: 404 euro.
Il progetto è partito nel 2013 a Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona. Nel 2014 anche le regioni del sud Italia avrebbero dovuto beneficiare della card ma, come specificato in un comunicato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, “allo stato attuale l’estensione della misura nelle Regioni del mezzogiorno è tuttora in via di definizione, pertanto non è possibile presentare domande”. Per quanto riguarda le dodici città sopracitate la sperimentazione dovrebbe essere avviata ma, poiché tempistiche e reperimento dei moduli è di competenza dei singoli comuni, lascia un po’ perplessi la difficoltà di reperire informazioni in proposito sui siti di competenza. I portali dei Comuni non toccano infatti l’argomento e rimangono dunque dubbi circa l’effettiva messa in atto del progetto.
Qualora la card fosse però realmente reperibile chi ne avrebbe diritto?
  • Cittadini italiani o comunitari, oppure, extracomunitari con permesso di soggiorno CE soggiornanti di lungo periodo, rifugiati politici o titolari di protezione sussidiaria, residenti da almeno un anno nel Comune in cui si presenta la domanda.
  • Residenza in uno dei comuni in cui è partita la sperimentazione
  • Isee in corso di validità pari o inferiore a 3.000 euro
  • Patrimonio mobiliare, definito ai fini Isee, inferiore a 8.000 euro
  • In caso di titolarietà di indennità di natura previdenziale o assistenziale, l’ammontare complessivo deve essere inferiore ai 600 euro mensili.
  • Nessun autoveicolo immatricolato nei 12 mesi precedenti
  • Nessun autoveicolo superiore a 1300cc o motoveicolo superiore a 250cc immatricolati negli ultimi 36 mesi
  • Avere una casa di proprietà come prima abitazione il cui valore immobile ai fini Ici/IMU sia inferiore a 30.000 euro
  • Almeno un componente che abbia perso l’occupazione negli ultimi 36 mesi o uno o più componenti con reddito da lavoro dipendente o da tipologie contrattuali flessibili. Il valore complessivo per il nucleo familiare di tali redditi, effettivamente percepiti negli ultimi 6 mesi, deve essere inferiore ai 4.000 euro
  • Almeno un componente del nucleo familiare minore di 18 anni e a carico

Per presentare la domanda occorrerà reperire l’apposito modulo (a quanto pare ancora non pervenuto dal Ministero) e allegare la documentazione richiesta (copia fronte/retro documento di identità, codice fiscale, copia del permesso di soggiorno in caso di extracomunitari, eventuale certificato stato di gravidanza e data presunta del parto, modello Richiesta Carta Acquisti fornito dall’Ufficio Postale, modello ISEE 2015). La domanda con documentazione allegata andrà poi presentata presso gli sportelli di Poste Italiane, che provvederanno ad inoltrare la richiesta all’iINPS che insieme al Comune, attiverà i controlli e la verifica dei dati autodichiarati.

Se tutto andrà poi a buon fine, la card potrà esser ritirata sempre presso lo sportello ostale con successivo invio a domicilio del PIN personale.

Secondo le nostre informazioni tutto ciò però è ancora in via di sviluppo presso il Ministero. Voi avete indicazioni contrarie? Se così fosse attendiamo i vostri commenti: sarebbe bello poter dare un concreto aiuto a chi ha già ricevuto tante porte in faccia.