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Cacciata da scuola per un abito “inappropriato”!

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Sul mondo della scuola se ne sono sentite e se ne continuano a sentire di tutti i colori: da comportamenti assurdi degli studenti nei confronti dei professori a relazioni amorose tra i primi con i secondi, da punizioni esemplari più che giustificate a decisioni invece alquanto discutibili.

E’ quest’ultimo probabilmente il caso capitato ad una ragazza allontanata dalla propria classe e messa in punizione a causa di un abito indossato in un normalissimo giorno di scuola ma che al corpo docente non è proprio andato giù.

Lauren

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“Una distrazione sessuale”

E’ stato esattamente così che l’abito indossato da Lauren Wiggins, la 17enne americana protagonista di questa curiosa vicenda, è stato additato dai suoi professori e dal preside della sua scuola e che le ha valso, oltre ad una “nota” di demerito, anche una temporanea sospensione dalle lezioni.

Il vestito indossato da Lauren metteva in mostra le spalle e la schiena della ragazza. Decisamente troppo, evidentemente, per le rigide regole della sua scuola.

 La giovane è rimasta a dir poco interdetta dalla decisione presa dalla scuola anche perché l’abito in questione, come potete vedere nella foto in basso, di “provocante” non sembra avere davvero nulla.

Ad ogni modo Lauren ha voluto far sentire la propria voce scrivendo una lettera al vicedirettore dell’istituto e della quale vi riportiamo di seguito la fedele traduzione:

“Gentile Sturgeon,

c’è una questione che vorrei portare alla sua attenzione. Nella società odierna il corpo femminile è costantemente discriminato e ipersessualizzato, al punto che non possiamo più indossare i vestiti che troviamo comodi senza essere accusate di essere provocanti. Questa mentalità nei confronti delle donne è assolutamente assurda.

Il fatto che persone autorevoli, sopratutto maschi, possano dire alle ragazze di dover coprire le spalle e la schiena perché è “inappropriato” e “una distrazione” è molto scoraggiante. Le scuole dovrebbero insegnare ai giovani come comunicare e costruire rapporti con gli altri, oltre a dare risposte su di loro e su chi vogliono essere. Ci viene detto di essere noi stessi.

Ma in questo caso la doppia morale è che quando proviamo a farlo, ci viene detto che sbagliamo. Non possiamo vestirci, comportarci o parlare come vogliamo perché figure autorevoli – e uso il termine in un senso generale – ci dicono di non farlo. Certo, capisco che ci siano restrizioni su quanto mostrare del proprio corpo, ma questo vale quando le persone si presentano in bikini o reggiseno o pantaloncini. Anche se io credo che le donne dovrebbero avere il diritto di girare senza maglietta così come gli uomini, sono mentalità come la sua che lo mantengono come una cosa di cui vergognarsi.

Quindi no, signor Sturgeon: non cercherò qualcosa con cui coprirmi le spalle e la schiena, dal momento che io non le mostro con l’intenzione di attrarre i desideri sessuali dei ragazzi della mia scuola. Soprattutto non le mostro per ricevere qualsiasi commento, sia positivo che negativo, da nessun altro oltre a me stessa, perché l’unica persone che può giudicare il mio corpo e i vestiti che indosso sono io.

Se lei è davvero convinto che un ragazzo di questa scuola possa essere distratto dalle mie spalle e dalla mia schiena, dovrebbe essere mandato a casa e fare un po’ di esercizio di autocontrollo.

Grazie e buona giornata

Lauren Wiggins”

A voi l’ardua sentenza circa il vestito indossato da Lauren. Era davvero così “provocante” ed “inappropriato”?

Come già detto, a noi non sembra proprio.

Abito Lauren