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I bambini preferiscono la voce degli altri bimbi e non degli adulti

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L’universo dei bambini affascina e continua a concedere nuove scoperte. In ultimo, uno studio condotto dalla McGill University di Montreal ha rivelato che i bambini sono più attratti dal balbettio dei loro coetanei piuttosto che dalla voce degli adulti.

TO GO WITH AFP STORY BY CAMILLE BAS-WOHLERT -  Mothers with their babies meet at Sollentuna library, north of Stockholm on February 4, 2015. Parents with their babies coming from different neighbourhoods and immigrant backgrounds gather informally once a week at the Sollentuna library. The sessions, free of charges, are organised through the "Svenska med baby" (Swedish with baby) program which aims to bring closer natives and newcomers. AFP PHOTO/JONATHAN NACKSTRAND        (Photo credit should read JONATHAN NACKSTRAND/AFP/Getty Images)

La ricerca, pubblicata sulla rivista Developmental Science, è stata condotta su un gruppo di bambini di 6 mesi e gli studiosi hanno misurato la quantità di tempo in cui un bambino concedeva attenzione alla voce di un altro bambino e poi di una donna adulta. Per realizzare lo sperimento sono stati impiegati strumenti appositi con i quali sono state riprodotte  le voci a loro familiari di persone adulte e le voci di altri bambini estranei.

Risultato? I bambini hanno ascoltato le voci dei loro coetanei con più attenzione e in media per il 40% di tempo in più rispetto alle voci dell’adulto. Inoltre, le loro espressioni sorridenti hanno mostrato il grande interesse durante l’ascolto degli altri bambini mentre durante l’ascolto degli adulti i loro visi erano neutri.

Secondo i ricercatori questo elemento potrebbe essere un processo fondamentale per imparare a parlare.  L’interesse per gli altri bambini potrebbe essere collegato al fatto che è come se ascoltassero loro stessi: “Forse, quando usiamo un tono di voce infantile per parlare ai nostri bambini, in realtà stiamo aiutando loro a percepire la propria voce”, ha sostenuto Linda Polka, autrice dello studio.

Ovvero, i suoni degli altri bambini sono riproducibili per i neonati, contrariamente alla voce degli adulti: ecco perché potrebbe essere un elemento importante per imparare a parlare e perché  inconsciamente, gli adulti utilizzano spesso una tonalità infantile quando parlano con i bambini, che a loro volta percepiscono quei suoni più positivamente.

Lo studio potrebbe portare a nuovi sviluppi per individuare dei metodi validi per i bambini con problemi uditivi che hanno difficoltà di linguaggio.

Per altri, l’universo dei bambini è molto più puro e vicino alle origini, tanto che alcuni ritengono che i bambini abbiano delle facoltà di telepatia per cui riescono a comunicare molto bene tra di loro senza l’uso della parola. Una facoltà che perdono crescendo. Intanto, una cosa è certa: da oggi niente più parole ma solo balbettii!