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Polemica con Virginia Raffaele: Roberta Bruzzone spiega perché l’imitazione l’ha fatta infuriare…

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Roberta Bruzzone, è entrata in polemica con Virginia Raffaele la quale, nella puntata serale di Amici, andata in onda sabato scorso, ha fatto un’imitazione della nota criminologa, ospite fissa di “Porta a Porta” che non è piaciuta. La Bruzzone ha addirittura minacciato la Raffaele di querela e ha scatenato uno scambio di battute e repliche con la blogger Selvaggia Lucarelli.

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La Bruzzone  è tornata sul tema e ha spiegato, in un’intervista telefonica a Fanpage, perché l’imitazione della Raffaele l’abbia fatta infuriare così tanto. La criminologa ha raccontato che quella sera non stava seguendo il talent Amici, spiegando di aver acceso la Tv nel momento in cui andava in onda l’imitazione della Raffaele che l’avrebbe “averla dipinta come una bagascia”.

“Io non ho nessun problema con la satira, ma una cosa è la satira, un’altra è una becera e volgare sessualizzazione della mia persona. L’elemento che mi porta in tv ormai da dieci anni non è la mia avvenenza fisica ma i contenuti che tratto e l’esperienza dovuta al lavoro che svolgo. Io non vado in tv a parlare di me o a sculettare […] quindi vedermi rappresentata come una sorta di bagascia che addirittura si intrattiene con condotte sessuali assolutamente discutibili… Non so che frequentazioni abbia la signora Raffaele, ma per quanto mi riguarda io sono molto lontana da quella tipologia di donna. Forse fa confusione con i personaggi che interpreta”, ha detto la Bruzzone, che ha poi aggiunto di trovare “intollerabile, il giocare sull’aspetto sessuale in maniera sguaiata, becera, volgare, gratuita legato ad una professione e ad una professionista quale sono, in un modo lontanissimo dalla realtà”.

“Sono molto attenta a questo, proprio perché mi rendo conto che la mia fisicità può alimentare certe situazioni- prosegue Bruzzone- Essere rappresentata come unache va in televisione e l’ha data a destra a manca… Questa non è più satira, sono diffamazioni belle e buone. E la mia intenzione è di procedere. […] Ritengo che ci sia un limite che non possa essere varcato, ma non solo nei miei confronti, nei confronti del modo in cui la figura femminile viene proposta, perché siamo tornati indietro di trent’anni”.

Per quanto riguarda l’intervento della Lucarelli, la criminologa preferisce non commentare: “Non so nemmeno cosa faccia nella vita, quindi figuriamoci se ho tempo per commentare questa signora. Non mi interessa proprio quello che dice la Lucarelli”.