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Disturbi del linguaggio nei bambini: la cura attraverso il gioco

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Si è svolto a Firenze il Congresso Nazionale della Federazione Italiana dei Logopedisti (FLI) nell’ambito del quale si è discusso anche dei disturbi del linguaggio per cui è emerso che questa patologia è sempre più presente nei bambini in età prescolare.

PLYMOUTH, MA - AUGUST 12:  A participant gets a hug from her dad after she participated  in the drive competition during the Drive, Chip and Put Regional Championship, Girls 7 - 9 Division, at Pinehills Golf Club on August 12, 2013 in Plymouth, Massachusetts.  Vemuri  will advance to the finals at Augusta National Golf Club in April 2014. (Photo by Jim Rogash/Getty Images for the DC&P Championship)

Infatti, in base ai dati rivelati, un bambino su 10, soffrirebbe di disturbi del linguaggio, per cui i ritardi e i disturbi del linguaggio interessano il 10% dei bambini in età prescolare e il 5-6% di quelli in età scolare.

Secondo gli esperti, vi sono numerose sfaccettature collegate ai disturbi del linguaggio che spaziano dalla dislessia, disgrafia, problemi del linguaggio espressivo o la difficoltà di articolazione. Una patologia che in Italia colpisce ben 700 mila bambini ogni anno.

I  disturbi del linguaggio che spaziano “dalla balbuzie all’assenza di parola” colpiscono anche il 3% della popolazione italiana ed europea, con punte del 7% dai 2 ai 6 anni e vi sarebbero anche dei numeri significativi tra gli anziani. Disturbi che per gli esperti sono collegati all’aumento delle malattie neurodegenerative, causato dall’allungarsi della vita media, e da altre patologie correlate che richiedono l’intervento logopedico, così come la riabilitazione dopo ictus o incidenti stradali.

Come curare i disturbi del linguaggio nei bambini

Gli esperti però tengono a sottolineare che per curare questo problema non occorrono farmaci e tra le migliori terapie da adottare vi è quella della pratica del gioco che stimola i bambini e li rende più ricettivi. Ovvero, è importante sviluppare con il bambino determinati giochi che possono agire in modo concreto sul linguaggio come il gioco delle imitazioni, il girotondo delle rime, il far finta di fare qualcosa o la tombola sonora.

Secondo Tiziana Rossetto, presidente della Federazione Italiana dei Logopedisti, è molto importante intervenire quanto prima sul disturbo affinché vi siano dei progressi linguistici a breve termine e ridurre gli effetti cumulativi del ritardo di linguaggio, che può influire sullo sviluppo emotivo e sul comportamento del bambino.

Da 1 A 3 ANNI

Ritardo di linguaggio in un bimbo da 1 a 3 anni: nel periodo in cui deve passare da parole onomatopeiche bisillabiche (pappa, tata, pum pum, pè pè) ad altre più complesse, la Rossetto suggerisce che “possiamo attirare la sua attenzione con le imitazioni: il bambino imita ciò che il logopedista o pupazzi dicono in un contesto di gioco”. Un’altro gioco potrebbe consistere nel gioco del “far finta“: ovvero, nei casi più problematici, il logopedista simula con il bambino situazioni e dialoghi di routine come preparare la pappa, mettere a nanna, il dottore, la scuola, sempre con pupazzi-alleati.

“Anche la tombola dei suoni“, sottolinea la Rossetto, con il quale “riconoscere strumenti musicali, usare la voce per esprimere diverse intonazioni ed emozioni, produrre suoni e riprodurre melodie, riconoscere rumori, può essere divertente e stimolante”.

DA 3 A 5 ANNI

Per la fascia 3-5 anni, l’esperto suggerisce che “il gioco delle imitazioni va affinato” per cui è possibile utilizzare ancora il gioco della tombola sonora usa ad esempio semplici parole simili, in gergo tecnico “coppie minime” (pollo-bollo, sacco-tacco, lana-rana), da ripetere per capire l’errore fino a non sbagliare più. Gli interventi possono essere individuali o di gruppo, a volte centrate sui genitori.