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Quando la corsa al “social” crea mostruosità!

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C’è poco da fare: le nostre vite sono ormai alla portata di tutti. Basta essere iscritti ad uno solo delle decine di social network esistenti che con un click si può scoprire di noi se non proprio tutto, quasi.

E’ vero anche, però, che molti non fanno nulla per “nascondersi” o comunque mantenere un profilo mediamente basso. Anzi si direbbe l’esatto contrario!

Vi sarà sicuramente capitato, magari proprio all’interno della vostra cerchia di “amicizie digitali”, di avere quelli che devono, per forza di cose, quasi come se non farlo potesse causare loro un male fisico, condividere tutto, ma proprio tutto quello che fanno!

Per non parlare della moda dei selfie. Autoscatti in ogni luogo possibile ed immaginabile e nelle condizioni più disparate. Anche lì dove, forse, in quel determinato giorno sarebbe stato meglio eclissarsi sotto un sasso piuttosto che far vedere la propria faccia al mondo intero. Capitano a tutti giorni così d’altra parte no?

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Senza parlare poi delle nuove “malattie” o “fobie” che questa smania della corsa al social ha creato e di cui sempre più persone stanno diventando vittime più o meno consapevoli e le quali, a loro volta, rischiano di “infettare” della stessa patologia anche chi gli sta intorno.

Ecco allora le 10 follie/manie/anomalie “digitali” delle quali, a ben pensarci, si potrebbe tranquillamente fare a meno!

social

Le abitudini più imbarazzanti

 

Selfie stick

L’asta da selfie

Uscendo dalla metropolitana del Colosseo sembra ormai di trovarsi di fronte ad una gara di pesca. Solo che le prede non sono pesci, ma le proprie facce e quelle dei propri amici.

Un vero e proprio canneto di selfie stick (questo il nome del terribile arnese) di fronte al quale una persona ancora nel pieno delle sue facoltà mentali non può non porsi la più classica delle domande: “Ma non possono chiedere a qualcuno di far loro una foto?”.

Evidentemente però la risposta sottintenderebbe un contatto umano e sociale che dal vivo, al giorno d’oggi, è cosa sempre più rara. E di conseguenza: aste in mano!

 

FRANCE-INTERNET-FOOD

Le foto dei piatti

E di tutto ciò che è anche solo vagamente commestibile.

Questa la moda sempre più diffusa di postare sui propri profili qualsiasi cibo si stia per ingurgitare.

Che poi diciamoci la verità: magari potrà essere accettabile fotografare un bel piatto di pappardelle al sugo di cinghiale (con l’ovvio scopo di cercare di creare invidia nei propri contatti non vegetariani), ma perché immortalare due striminzitissimi toast? Perché allora non fotografare anche la ciotola del cane con annessi croccantini. D’altra parte anche quello è frutto della vostra abilità culinaria.

 

concerto

I concerti non più dal vivo

Sì perché, teoricamente, assistere ad un concerto “dal vivo” dovrebbe prevedere il fatto di guardare con i propri occhi il cantante o la band. Ma dite la verità. Se vi è recentemente capitato di andare a vedere un concerto, quanta della gente intorno a voi non è stata per quasi tutto il tempo con il cellulare in mano a riprendere la scena o a fotografarne determinati momenti? Ben poca siamo pronti a scommettere.

Che poi vogliamo parlare della qualità dei suoni e delle immagini di questi filmati successivamente condivisi sul proprio profilo? Meglio lasciare perdere.

 

 

hashtags

La corsa all’hashtag

L’hashtag ha completamente perso la sua funzione originaria di supporto alla ricerca e di strumento di quest’ultima. Ormai non servono altro che a “condire” un post in una sorta di gara a chi li inventa più fantasiosi e più lunghi, ma inevitabilmente del tutto inutili.

Poveri hastags.

 

gambe spiaggia

Gambe in spiaggia!

Di fronte a questa recente mania sarebbe invece meglio un “gambe in spalla” per allontanarsene il più possibile. Ed invece eccole lì. Stese su una spiaggia bellissima di fronte ad un mare cristallino solo per far rodere il fegato a chi è rimasto a casa o in ufficio incastrato nella quotidiana routine.

Siamo contenti per voi e per il vostro momento di relax. Grazie. Ma anche no.

 

chat gruppo

Chat di gruppo affollatissime

E’ assolutamente indubbia l’utilità del coinvolgere nella stessa conversazione le persone interessate all’argomento, ma non quando il numero dei partecipanti rischia di essere imbarazzante.

Finito di leggere un messaggio ne sono arrivati nel frattempo altri dieci, che nei due minuti successivi diventano 50 e che, nella mezzora che segue, arrivano a sfiorare il migliaio.

Ora quale può essere il fine ultime di questo tipo di chat? Probabilmente quello di arricchire i produttori di smartphone dato il consistente quantitativo di questi ultimi sfracellati contro i muri da persone impazzite nel vano tentativo di seguire simultanee conversazioni tra centinaia di persone.

 

Corsa

Gli atleti incalliti

Si capisce da sé. Sono quelli che ogni santo giorno si sentono in dovere di farti sentire in colpa perché tu sei sdraiato sul divano e loro invece stanno bruciando decine di migliaia di calorie correndo, nuotando, scalando, sollevando pesi o lanciando coriandoli.

Siate sinceri con loro. Non illudeteli e ditegli chiaramente che a voi non interessa minimamente che loro abbiano corso la maratona di New York in meno di 10 minuti. Voi siete appagati così: con il telecomando in una mano e una coca nell’altra.

 

Messaggio visualizzato…

E’ un vero e proprio strumento del diavolo e i creatori di Whatsapp dovrebbero rendersi conto che la doppia spunta blu sta mietendo più vittime della peste di Milano del 1576.

Gente impazzita perché il proprio messaggio è stato letto dal destinatario ma quest’ultimo, a distanza di ben 4 minuti, ancora non ha fornito risposta. C’è davvero chi ha ucciso per molto meno.

 

micio

Gli amanti degli animali

Tutti quanti ne abbiamo, tra i nostri contatti, almeno una decina. Sono quelli che come foto profilo non hanno la loro, ma quella del loro cane, del gatto, del canarino, del criceto o dello scarabeo stercorario. Insomma tutto fuorché esseri umani.

Del loro tenero animaletto domestico condividono ogni momento. Dal più tenero, al più imbarazzante.

Questo è bellissimo ma se ce lo aveste detto prima avremmo chiesto l’amicizia direttamente alla bestiola, non trovate?

 

selfie bagno

Selfie in bagno

Tra tutte è forse la moda più aberrante, ma social network come Instagram ne sono ricolmi.

Fotografie di uomini e donne autoimomortalati nella stanza che meno di tutte le altre dovrebbe prestarsi ad un simile impiego. Bagni e toilette con tanto di sanitari in bella vista ed altri accessori altrettanto poco eleganti quali scopettino, carta igienica ed asciugamani usati.

Capiamo perfettamente che in molte abitazioni il bagno è l’unico locale dotato di specchio ma vorremmo svelare loro un segreto: gli specchi possono essere installati anche altrove.