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La donna di 90 anni che lascia la sua casa ai rifugiati

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Una storia commuovente come poche, fatta di sentimenti forti e di un gesto di umanità molto raro oggigiorno in cui la società è pervasa dall’individualismo e da un sempre e più crescente senso di razzismo, intolleranza e xenofobia. Si tratta della scelta di una donna anziana di 90 anni che, dopo aver visto in televisione le immagini drammatiche dell’ultimo sbarco di immigrati, ha pensato di contribuire nel suo piccolo, per allievare la tragedia di molti rifugiati che rischiano la loro vita, sfidando le insidie del mare, scappando dalla guerra e le violenze.

Migrants wait to disembark from military ship "Bettica" following a rescue operation at sea on May 5, 2015 in the port of Salerno, southern Italy. Italy reacted Monday to the arrival of thousands of new migrants at its southern ports by demanding that its European Union partners meet the cost of taking them in. Speaking after the weekend rescue of nearly 6,000 migrants in the Mediterranean, Foreign Minister Paolo Gentiloni said promises made at last month's EU summit after a migrant boat disaster left 750 dead had to be honoured.  AFP PHOTO / MARIO LAPORTA        (Photo credit should read MARIO LAPORTA/AFP/Getty Images)

La signora, Mara Gambato ha deciso di traslocare dalla su abitazione, una villetta a due piani situata a Sarmeola di Rubano, in provinci di Padova per lasciarla ai profughi in arrivo e si è trasferita in un appartamento più piccolo.

La donna, dopo aver ricevuto un’eredità, ha chiesto aiuto al nipote e ha stipulato un contratto di affitto, accontentandosi di metà del valore dell’immobile, con l’associazione “Percorso Vita onlus” di don Luca Favarin. In questo modo,  Gambato ha dato la sua casa a dieci migranti provenienti da Gambia e Guinea Bissau, offrendo loro una nuova dignità.

“Quando l’ho incontrata mi ha parlato della guerra e degli italiani all’estero e poi della difficoltà di assistere immobile a questi drammi. La mia impressione è che vedendo la tragedia quotidiana dei profughi abbia in parte rivissuto le difficoltà patite da lei, dai suoi amici e coetanei”, ha raccontato don Favarin, sottolineando che si tratta della “dimostrazione di un’altra cultura veneta che, purtroppo spesso viene oscurata dall’intolleranza di certi”.

Don Favarin ha poi spiegato che quanto la Gamabato “ha sentito alla tv di quelle 800 persone morte in mare e ha visto l’immobilismo dello Stato e delle istituzioni ha deciso di fare qualcosa”.

 Ma la scelta della Gambato non è molto piaciuta ai vicini. Tra questi una testimone racconta all’Ansa che “si comportano bene ma hanno un altro modo di vivere, hanno lasciato fuori l’immondizia e sparpagliato gli stendibiancheria in giardino. Quando ho saputo che sarebbero arrivati ho pianto per giorni”.