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7 curiosità su “C’era una volta Pollon” che forse non sapevi!

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“Sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria…”. E’ sufficiente questa citazione, per chi negli anni ’80 è stato bambino, per capire di quale cartone animato stiamo parlando.

Esatto! Si tratta della bionda ed esuberante Pollon! La figlia di Apollo, dio del Sole, e nipote di Zeus, il padre di tutti gli dei.

Ambientato ovviamente sul Monte Olimpo e dintorni, ha fatto compagnia ai bambini che, proprio in quegli anni, non aspettavano altro che arrivassero le mitiche ore 16:00, orario in cui aveva inizio Bim Bum Bam, la fantastica “scatola magica” al cui interno erano programmati tutti i cartoni più belli della nostra infanzia. Tra i quali, appunto, Pollon.

Sempre in compagnia del fidato, quanto pasticcione (e decisamente nudo) dio dell’Amore Eros, la piccola Pollon “…una bambina che ancora dea non è” (come cantava nella famosissima sigla Cristina d’Avena), era alla continua ricerca di personaggi strani e divertenti (ma comunque riconducibili alla mitologia greca) da aiutare, così da poter guadagnare il numero di “gettoni dorati” necessario a farla, finalmente, diventare dea a tutti gli effetti.

Riportando l’allegria nella vita dei tristi e sfortunati amici che era solita incontrare nelle sue avventure grazie ad una miracolosa “polverina magica” che lanciava loro, la stessa allegria Pollon la portava nelle case dei bambini italiani anche senza lanciar loro alcuna magia se non quella del sorriso.

E’ proprio per questi ormai non più bambini che abbiamo preparato una carrellata di 7 curiosità su uno dei cartoni animati più amati di sempre e che, probabilmente, non tutti conoscono!

 Pollon

 

Forse non sapete che…

1. Il titolo originale del manga da cui è stato tratto il cartone animato era Olympos no Pollon (la cui traduzione letterale è “Pollon del Monte Olimpo”) ma in Italia venne pubblicato con il semplice nome “Pollon“, differentemente invece dalla versione animata che, appunto, venne intitolata “C’era una volta…Pollon“.

2. La prima pubblicazione del fumetto è datata nientemeno 1977 ed il suo autore, Hideo Azuma, è anche il papà di un’altra grande eroina dai capelli verdi molto amata dai bambini degli anni ‘8o anche se leggermente meno famosa: “Nanà supergirl”. Il cartone animato di Pollon venne alla luce nel 1982 ed arrivò nel nostro paese nel 1984 trasmesso su Italia 1 all’interno di Bim Bum Bam, allora condotto da un giovanissimo Paolo Bonolis.

3. La sigla del cartone, Pollon, Pollon combinaguai, è cantata, come già detto da Cristina d’Avena, ma alla sua stesura partecipò anche Piero Cassano, dei Matia Bazar.

4. Pur essendo ambientato nell’Antica Grecia, al suo interno Pollon mantiene riferimenti alla cultura e alle tradizioni del Giappone come, ad esempio, il fatto di togliere i sandali prima di entrare nelle abitazioni o il mangiare tonnellate di riso con le classiche bacchette. Elementi decisamente poco inerenti alla Grecia Classica.

5. Pollon è uno dei pochi cartoni animati che ricalca pressoché perfettamente il contenuto del manga da cui è tratto, compreso il finale della storia. Finale che vede Pollon salvare l’umanità da tutti i mali usciti dal vaso di Pandora grazie alla speranza, trovata in fondo al vaso dei demoni, e all’aiuto della Dea delle Dee. Quest’ultima, rivelatasi poi lei stessa Dea della Speranza, cede all’eroina il suo titolo facendola così diventare finalmente dea a tutti gli effetti.

6. Sul finire degli anni 80, esasperato dagli impegni di lavoro, Hideo Azuma, “papà” di Pollon, scappò di casa e visse per qualche anno come un senzatetto. La sua biografia a fumetti, nella quale racconta la sua esperienza da clochard, è diventata un bestseller che ha venduto milioni di copie in Giappone.

7. All’interno del cartone animato, così come nel manga, vengono spesso fatti chiari riferimenti all’omosessualità di alcuni personaggi. La cosa non dovrebbe stupire se si considera che l’argomento, in Giappone, già all’epoca non era assolutamente un tabù, ma anzi era individuabile in moltissimi altri fumetti e cartoni animati. L’anomalia, se così vogliamo chiamarla, è il fatto che Italia, dove notoriamente molte serie animate venivano tagliate e censurate tanto da modificarne, alcune volte, profondamente i contenuti, Pollon non ha subito praticamente alcuna censura.