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Elena Ceste: due amici di Buoninconti indagati per “minacce gravi” ad un legale difensore

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Nuovi sviluppi sul caso di Elena Ceste , la donna scomparsa nel gennaio del 2014, il cui corpo senza vita fu ritrovato nove mesi dopo nei pressi della sua abitazione a Costigliole d’Asti. Il marito, Michele Buoninconti è in carcere dallo scorso 28 gennaio risulta essere l’unico indagato per omicidio e occultamento del cadavere della moglie.

elena ceste

Ma il caso resta un mistero che s’infittisce e si arricchisce: dalle presunte relazioni di Buoninconti ai vicini di casa e amici di Michele che lo hanno sempre sostenuto e che adesso risultano indagati perché avrebbero minacciato l’avvocato difensore di Buoninconti.

Coniugi Caruso indagati

Secondo quanto si apprende, i coniugi Caruso sarebbero indagati dal pm Laura Deodato per  “minacce gravi in concorso” ad uno degli avvocati di Buoninconti.

Emerge che i due coniugi abbiano inviato una lettera intimidatoria all’avvocato di Buoninconti nella quale gli avrebbero “consigliato” di abbandonare il caso. Durante le indagini sono state effettuate delle perquisizioni nell’abitazione della coppia e sarebbe stato anche sequestrato del materiale informatico.

Un comportamento che resta avvolto dal mistero in quanto Sandro Caruso, amico intimo di Michele, lo ha sempre difeso anche pubblicamente. L’ex avvocato di Michele Alberto Masoero che ha lasciato il caso lo scorso 7 aprile ha negato di aver ricevuto delle minacce. Pertanto adesso i pm stanno cercando i motivi che hanno spinto i due coniugi ad inviare un fax intimidatorio all’avvocato Massimo Tortoroglio, il nuovo difensore di Michele, per costringerlo a lasciare l’incarico.

Secondo le indiscrezioni la moglie di Caruso avrebbe spedito il fax da un luogo pubblico e in base ad una prima ricostruzione degli inquirenti i due coniugi avrebbero ritenuto il nuovo legale “inidoneo” a difendere il loro amico.

Elena segregata in casa

Tra le altre recenti rivelazioni, un amico caro che conosceva Elena fin dai tempi delle elementari, Giandomenico Altamura ha sostenuto che Elena era stata privata di ogni libertà dal marito e le avrebbe tolto ogni capacità decisionale. Elena era spiata dal marito in ogni suo movimento e non poteva spostarsi senza l’approvazione del marito anche per andare dal parrucchiere o a trovare un’amica.  Altamura, al settimanale Giallo ha spiegato che Elena si confidò con lui dicendo che si sentiva controllata dal marito: “Era una donna cronometrata. Michele la faceva sentire solo una donna di casa, era insoddisfatta. Tutto era deciso da lui, perfino l’acquisto delle calze”, dichiara Altamura, spiegando inoltre che Elena poteva connettersi ad internet solo di sera quando il marito faceva il turno di notte.

“Fu lei a dirmi di essere controllata da Michele Buninconti, non poteva usare nemmeno la macchina”, ha poi tenuto ad aggiungere Altamura.